Star Wars, dopo 40 anni l’Impero colpisce ancora

Cinema

Massimo Vallorani

The-Empire-Strikes-Back

Il 21 maggio 1980 usciva nelle sale amercanei Star Wars: Episodio V – L’Impero colpisce ancora, secondo film in ordine di produzione ambientato tre anni dopo le vicende raccontate in Guerre Stellari.

Quarant' anni e non sentirli, almeno per L’impero Colpisce Ancora di George Lucas, episodio 5 della trilogia classica di Star Wars che usci esattamente il 21 maggio del 1980. Un film che è riuscito a navigare da una galassia lontana lontana arrivando con la freschezza di un vero e proprio capolavoro. Di questo non possiamo che ringraziare George Lucas, capace di portare sullo schermo non un semplice sequel, ma una pellicola piena di grazia e bellezza, dai toni spesso intimistici e riflessivi. Per questo si può tranquillamente dire che, dopo 40 anni di onorata carriera, L’impero colpisce ancora è un film che, ogni volta che lo si riguarda, non delude mai, dando sempre una sensazione di una favola a tratti amara, struggente  e in alcuni punti, piena di pathos e azione. Insomma un mix perfetto e riuscitissimo.

George Lucas, la libertà di raccontare

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Quello che è evidente in L’impero colpisce ancora è la liberta di raccontare di Lucas. Non più oberato da problemi di budget che avevano condizionato Il primo Star Wars, il regista sceglie di curare molto di più gli effetti speciali e le scenografie che risultano essere più avanzate. La scelta, poi, di relegarsi a semplice produttore, affidano le riprese del film al bravissimo Irvin Kershner gli permette di concentrassi più sulla storia e sull’approfondimento dei vari protagonisti.


Due estremi: Yoda e Darth Vader

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Il personaggio centrale di tutta la storia e la trovata forse più brillante del film è quello di concentrare la novità del film su Yoda, all'apparenza innocua piccola creatura verdastra dall'aspetto un po’ buffo che nel corso della storia si rivelerà il vero motore della "forza". Sarà lo stesso Yoda ad addestrare Luke e a trasformarlo (non senza difficoltà) in un cavaliere Jedi, colui che dovrà affrontare la parte oscura impersonata da Darth Vader. Due estremi, quello di Yoda e Darth Vader nel più semplice schema tra bene e male ma anche una riflessione di quanto sia labile e sottile farsi trascinare da una parte e dall'altra. Non un giudizio da parte di Lucas ma quasi una presa d’atto sull'azione umana, capace di realizzare cose straordinarie nel corso della sua evoluzione ma nel contempo di creare mostri imbevuti di odio e rabbia. 

Situazioni e personaggi

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Lucas ci fa sorridere quando ci racconta dell’ambiguo rapporto che si viene a creare da Han Solo e Leila; ci fa sobbalzare quando Darth Vader si toglie il suo casco e si scopre che è un uomo e che forse non è sempre stato un malvagio a tutto tondo; ci porta nella corte di Jabba the Hutt, popolata dagli esseri più strani della galassia; ci trasporta da mondi ghiacciati a pianeti desertici in volo con il Milleniun Falcon: ci fa conoscere personaggi Lando Calrissian e Boba Fett. E infine ci colpisce dritto al cuore con il finale più sorprendente della storia del cinema. Ovvero quel “sono tuo padre” pronunciato da Vader a Luke in un accorato ultimo grido di dolore e di sofferenza lanciato verso lo spazio profondo e il conseguente Il ritorno dello Jedi che arriverà da lì a poco nel 1983.

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