Cinema, dall'industria del porno un possibile aiuto contro il coronavirus

Cinema

Massimo Vallorani

Il mondo di Hollywood si prepara ad affrontare la difficile sfida della ripartenza. Esiste, tuttavia, un settore che potrebbe dare delle indicazioni utili in fatto di prevenzione. È quello del porno

Mentre tutto il mondo del cinema si interroga su come e quando ripartire (qui le misure prese nel Decreto Rilancio) , c’è un settore dell’industria cinematografica che potrebbe forse indicare una giusta strada su come affrontare al meglio le sfide del post Covid 19 (vai allo Speciale). Ebbene sì, si tratta del mondo del porno decisamente avanti in tema di prevenzione. Questa industria infatti, già a partire dagli anni '90, ha creato un proprio sistema di test e database per proteggere gli attori durante l'epidemia di HIV / AIDS.

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"Quando si è iniziato a parlare di Covid, ci siamo sentiti molto ben preparati perché abbiamo un'intera storia di test all'interno del settore, oltre a rintracciamento dei contatti e interruzioni della produzione", ha dichiarato Mike Stabile, portavoce della Free Speech Coalition (FSC), un’associazione che opera negli Stati Uniti senza scopo di lucro nel settore dell'intrattenimento per adulti. E sempre dalla FSC fanno sapere: "Questo è ovviamente un diverso tipo di virus, un diverso tipo di minaccia, ma abbiamo capito in generale come avrebbe funzionato e cosa avremmo dovuto fare per proteggerci". I protocolli sono stati stabiliti alla fine degli anni '90 dopo che un attore porno aveva tenuto nascosto i risultati del test per l'HIV e di conseguenza infettato molti altri suoi colleghi.

La situazione del porno negli Stati Uniti

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Naturalmente anche il business del porno è stato colpito molto duramente in tutto il mondo dalla diffusione del Virus. Negli Stati Uniti si è registrato un doppio fenomeno. Se da una parte tutti i set sono stati chiusi su invito proprio della FSC che ha chiesto all'industria del porno di fermare "volontariamente" tutte le produzioni nel Nord America "fino a nuovo avviso", osservando che "nessuno dovrebbe girare o creare contenuti con partner che non fanno parte della loro famiglia”, dall’altra molti attori e lavoratori del settore hanno cercato nuovi modi per non perdere il lavoro. Così la stragrande maggioranza hanno cominciato a caricare in rete film girati nelle loro abitazioni e con le loro partner. Queste iniziative ha fatto salire alle stelle il traffico digitale.

La situazione in Italia

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Anche in Italia il mondo del porno si è dovuto fermare a causa della diffusione del Covid 19. Sono stai chiusi i set, mandati a casa gli addetti del settore compresi pornostar maschili e femminili. Tuttavia, come era prevedibile, è stato soprattutto il mondo del porno online ad approfittarne, avendo una vera e propria impennata di accessi. Stando appunto ai numeri forniti soltanto qualche mese fa da Pornhub, la  
piattaforma di video porno più visitata in Italia, il traffico ha iniziato a crescere prima in Italia che in altre zone d’Europa, anche a fronte dell’emergenza Covid-19 che ha colpito in anticipo il nostro Paese rispetto ad altre Nazioni. Il traffico sia in Italia che nel resto del mondo è stato superiore alla media, ma ha iniziato ad aumentare in modo ancora più netto intorno al 10 marzo.

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