Derby Inter Milan 2020, tra calcio e cinema

Cinema

Paolo Nizza

Domenica 9 febbraio andrà in scena allo Stadio Meazza in San Siro, il Derby Inter - Milan 2020: scopriamo come il cinema ha raccontato la sfida stracittadina tra nerazzurri e rossoneri

Inter Milan: la sfida infinita

224 gare ufficiali disputate.  81 successi dell’Inter. 67 pareggi, 76 vittorie del Milan. 305 reti realizzate dall’Internazionale, 299 i gol segnati dal Milan. Sono le cifre del Derby di Milano. Ma i numeri sono soli e freddi. La fede va aldilà del risultato. Tifare è un’attività irrazionale. Un sogno nel cuore. E il cinema è la fabbrica dei sogni. Sicché sul grande schermo la sfida infinita tra Inter e Milan è stata raccontata, o citata o ricordata. Sempre in chiave comica, perché la risata scioglie l’ansia, diluisce la tensione, anestetizza quei serpenti nello stomaco, spesso citato dallo Zio Bergomi uno che di derby, con la maglia nerazzurra ne ha giocati ben 44. Ecco quindi un breve viaggio alla scoperta dei film che hanno raccontato, citato, reso omaggio a Inter-Milan, nell’attesa della supersfida di domenica 9 febbraio, (in esclusiva su Sky). Buon Derby di Milano a tutti.  E non soffrite troppo per il risultato finale. C’è sempre un'altra partita dopo. Domani è un altro giorno, un altro match. E si aspetta ogni maledetta domenica. Pasolini insegna: Il tifo è una malattia giovanile che dura tutta la vita.E come recitava un vecchio spot di un noto brandy che per 40 anni ha accompagnato le partite del campionato italiano di serie A “Se la vostra squadra del cuore ha vinto brindate con… Se la vostra squadra ha perso consolatevi con… Con che cosa festeggiare o risollevarvi sceglietelo liberamente voi.  Buon Derby a tutti: sia che siate Bauscia, sia che siate Casciavitt

Molti Sogni per le strade (1948)

Mario Camerini dirige Anna Magnani e Massimo Girotti in questa commedia dolceamara. In una scena sui titoli di testa con tanto di voce fuori campo si assiste proprio a un derby vero, giocato nel 1947 all'Arena Civica e vinto dal Milan, di cui è riconoscibile l'ala rossonera Carapellese. 

Io Tigro, Tu Tigri, Egli Tigra (1978)

Il primo episodio di questa commedia è da antologia della comicità surreale. Renato Pozzetto, autore anche della regia, è un improbabile autotrasportatore di nome Elia. Vestito come un pilota di formula Uno, Pozzetto vorrebbe mangiare alla trattoria Milan-Inter. Ma Il cameriere lo avvisa che è tutto esaurito. Elia chiede comunque di poter dare un’occhiata perché c’è un amico che lo aspetta e la porta del locale si apre sullo Stadio di San Siro, tappezzato di bandiere rossonere. All’autotrasportatore non resta che ripiegare sulla trattoria Semivuota.

I Fichissimi (1981)

Cosa resterà di questi anni 80? Cantava Raf. Sicuramente ci ricordiamoi  questo gioiello della commedia popolare incassò oltre 9 miliardi di lire, a fronte di un budget di soli 450 milioni, Il film vede contrapposti due autenitci capatazz:  Felice, immigrato pugliese intepretato da Diego Abatantuono e Romeo, milanese purosangue interpretato da Jerry Calà. Una contrapposizione che si rispecchia anche nel tifo. Abatantuono milanista, Calà interista, anzi bauscia come lo apostrofa il padre in una scena memorabile.

Eccezziunale veramente (1982)

Il Ras della fossa dei leoni contro il capo dei Boys. Donato Cavallo contro Sandrino il mazzulatore.  Diego Abantantuono contro Renato D’Amore. Carlo Vanzina mette in scena un Derby tra tifoserie diventato un cult, tra sguardi di ghiaccio, occhi di velluto e strategie prese dagli Orazi contro i Curiazi. E la parola d’ordine è sempre la stessa: viuuulenza! Perché al cinema si fa per finta e nessuno si fa mai male, Cosi Dio (un bell’uono di 40 anni) può dire a Gianni Rivera: “ciapp' questo pallone (un Tango) e vai in giro per il mondo a insegnare il giuoco del calcio…” E come appare scritto sul tabellone dello stadio di San Siro, il  25 ottobre 1981 l'Inter batté veramente il Milan in trasferta, con una rete proprio di Gabriele Oriali

 

Eccezziunale Veramente Capitolo Secondo...me (2006)

A volte ritornano. Così ritroviamo il Ras della fossa e Sandrino il mazzulatore (qui interpretato da Stefano Chiodaroli). Donato, vecchio cuore rossonero, è costretto a fingersi interista per conquistare l’amore del figlio. E, per citare le parole di Nick Hobby, questo è il rifiuto più crudele, il più spietato di tutti, quando il sangue del tuo sangue parteggia per un’altra squadra.

Ma come dice lo scrittore spagnolo Javier Maras: “L’ideologia, la religione, la moglie o il marito, il partito politico, il voto, le amicizie, le inimicizie, la casa, le auto, i gusti letterari, cinematografici o gastronomici, le abitudini, le passioni, gli orari, tutto è soggetto a cambiamento e anche più di uno. La sola cosa che non sembra negoziabile è la squadra di calcio per cui si tifa.”

Peraltro il film fa riferimento a un vero Derby tra Milan e Ineto giocato l’11 dicembre del 2005 e vinto per 3-2 dall'Inter con un gol di Adriano al Novantesimo.

 

 

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