Sylvester e gli altri "duri a morire" degli anni ‘80

Stallone è la dimostrazione, con l’uscita nelle sale giovedì 26 settembre di Rambo: Last Blood, di quanto gli action hero dei film anni ’80 abbiano lasciato un segno indelebile nell’immaginario collettivo. Da Kurt Russell ad Arnold Schwarzenegger, ecco i bad boys dell’epoca.

5 cose che non possono mancare in un film action

di Marco Agustoni

Sylvester Stallone e quegli anni '80 "duri a morire"

Giovedì 26 settembre esce nelle sale italiane Rambo: Last Blood, quinto capitolo della saga cinematografico che ha per protagonista Sylvester Stallone. Certo, tanto il nostro eroe, quanto l’attore che lo interpreta sono invecchiati, con il passare del tempo. Ma una cosa è certa: non hanno perso un briciolo dello smalto che avevano su schermo negli anni ’80.

Questa volta, troviamo il veterano John Rambo a casa, negli Stati Uniti, intento a condurre un’esistenza pacifica nel ranch di famiglia. Ma quando una ragazza a lui cara viene rapita da una gang di narcotrafficanti messicani, l’eroe di guerra è costretto a varcare il confine e a operare in un territorio sconosciuto e ostile.

Niente che Sylvester Stallone/John Rambo non sia in grado di affrontare, perché, come dicevamo, la scorza è la medesima di un tempo. E lo stesso si può dire degli altri action hero che hanno avuto il proprio momento d’oro negli anni ’80, ancora oggi punti di riferimento nell’immaginario popolare e spesso e volentieri protagonisti sul set: ecco i principali “duri a morire” dell’epoca.

 

 

 

I divi action del cinema anni '80

Sylvester Stallone

Cominciamo, ovviamente, proprio da Sylvester, che nel 1976, dopo anni di gavetta, con la propria forza di volontà riesce a portare su grande schermo con la regia di John G. Avildsen un suo progetto personalissimo, quel Rocky che gli valse due candidature agli Oscar (Miglior attore protagonista e Migliore sceneggiatura) e lo fece entrare nella leggenda.

La saga sofferta di Rocky Balboa va avanti per tutti gli anni ’80, ma nel frattempo Stallone si aggiudica un altro iconico ruolo: stiamo ovviamente parlando di quello del veterano del Vietnam John Rambo, cane sciolto contro le angherie di uno sceriffo e dei suoi sgherri nel cult First Blood (da noi uscito col titolo Rambo), a cui seguono nello stesso decennio Rambo II e Rambo III.

Ma negli anni ’80 di Stallone c’è molto altro ancora: sbirro senza tregua ne I falchi della notte (contro un altro badass di quel periodo, il compianto attore olandese Rutger Hauer), portiere imbattibile nell’epica partita fra prigionieri di guerra e nazisti in Fuga per la vittoria, poliziotto tamarro contro i terroristi in Cobra, camionista dal braccio di ferro e dal cuore d’oro in Over the Top, carcerato in guerra contro un direttore di prigione sadico in Sorvegliato speciale, poliziotto inappuntabile in Tango & Cash (in coppia con un altro duro di questa lista... lo vedremo a breve!). Insomma, sarebbe necessario un articolo intero da dedicare alle sue imprese.

 

 

 

Arnold Schwarzenegger

L’action hero più muscolare degli anni ’80, arrivato al cinema dritto dal mondo del culturismo. Reso celebre soprattutto dal film documentario Uomo d’acciaio (meglio noto col titolo originale: Pumping Iron), agli inizi degli anni ’80 l’austriaco Arnold è pronto a raccogliere i frutti dei propri sforzi. Ad aiutarlo ci pensa un personaggio fantasy, ovvero Conan il barbaro, nato sulle pagine dei romanzi di Robert Ervin Howard.

Schwarzie si cala due volte nel ruolo dell’energumeno in lotta contro nemici di ogni sorta: nel 1982 in Conan il barbaro e nel 1984 in Conan il distruttore, film che sbancano il botteghino e creano polemiche per la violenza in essi esibita. Ma il nostro eroe non ha tempo di rifiatare, perché sempre nel 1984 approda alla saga che più di tutte è legata al suo nome: quella di Terminator, creata da James Cameron, in cui interpreta il laconico cyborg venuto dal futuro per uccidere Sarah Connor (la grandissima Linda Hamilton). Di sequel ce ne sono stati cinque, con alterni successi, e anche Schwarzenegger sta per tornare nelle sale con Terminator – Destino oscuro.

Anche gli anni ’80 di Arnold, come quelli di Sylvester, sono stati parecchio impegnati al di là dei suoi ruoli più iconici: lo ricordiamo fra le altre cose (tralasciando magari il fantasy flop Yado) come marine in lotta per salvare la figlia in Commando, ex agente dell’FBI di nuovo in azione in Codice Magnum, fuggitivo in un futuro distopico ne L’implacabile, capitano della polizia sovietica (in coppia con Jim Belushi) in Danko e, perché no, metà più ingombrante di Danny De Vito nella commedia I gemelli. Oh, certo, e poi c’è la lotta per la sopravvivenza contro il micidiale alieno di Predator, film che darà vita a un’altra saga, con tanto di crossover con Alien (del quale parleremo a breve). E senza contare che nel 1990 sarebbero arrivati Atto di forza e il più scanzonato Un poliziotto alle elementari… scusate se è poco!

Bruce Willis

Bruce Willis è certamente meno legato dei suoi due sopracitati colleghi agli anni ’80, visto che il suo principale apporto alla cinematografia eighties è arrivato sul finire del decennio. Ma Trappola di cristallo, primo capitolo della saga action di Die Hard, al quale il nostro eroe arriva dopo essersi guadagnato la fama come investigatore nella serie tv dramedy Moonlighting e in un paio di film di Blake Edwards, lascia un segno tale sull’immaginario dell’epoca, da rendere impossibile non includere Bruce in questo elenco.

Nel film del 1988 diretto da John McTiernan, Bruce Willis interpreta il poliziotto John McClane, in vacanza ad LA per le festività natalizie, ma costretto suo malgrado a combattere una banda di terroristi quando un lussuoso ricevimento in un grattacielo prende una brutta piega. Bruce tornerà nel ruolo del mitico sbirro solo due anni più tardi e lo interpreterà più volte nel corso del tempo, l’ultima delle quali (almeno per ora) nel 2013 in Die Hard – Un buon giorno per morire.

Negli anni a venire, Willis diventerà uno degli attori più quotati di Hollywood, lavorando in pellicole come L’ultimo boy scout, Pulp Fiction, L’esercito delle 12 scimmie, Il quinto elemento, Armageddon – Giudizio finale, Il sesto senso, Unbreakable, Sin City. Giusto per citarne alcuni.

Kurt Russell

Figlio d’arte, attore televisivo sin da bambino e da ragazzo volto di punta di vari film Disney, Kurt trova però la sua dimensione ideale solo attorno ai 30 anni, quando nel 1981 John Carpenter lo recluta per il ruolo dell’antieroe Jena Plisskens in 1997: Fuga da New York. In un futuro (ormai non più tanto futuro) distopico, questi è un ex eroe di guerra condannato all’ergastolo, che ha una seconda chance quando gli viene “chiesto” di recuperare il Presidente degli Stati Uniti, precipitato sull’isola di Manhattan riconvertita in un’enorme prigione, dopo che l’Air Force One è stato attaccato da un gruppo di terroristi.

Da qui in poi, Kurt Russell si ritaglia il ruolo da duro nell’immaginario collettivo, pur continuando a lavorare su molteplici fronti. Tra i film che negli anni ’80 contribuiscono alla sua nomea, ci sono sicuramente l’horror sci-fi La cosa di John Carpenter, in cui si ritrova a fronteggiare un misterioso mostro alieno in una base scientifica nell’Antartide, il già citato Tango & Cash in coppia con Stallone, Tequila Connection faccia a faccia con l’amico-nemico Mel Gibson (a lui arriveremo tra poco) e, soprattutto, il cult Grosso guaio a China Town, pellicola diretta ancora una volta da Carpenter, che mescolava horror, fantasy, action e commedia calando Kurt nei panni di un altro memorabile personaggio, ovvero il camionista chiacchierone Jack Burton.

Mel Gibson

Prima del successo anche come regista arrivato negli anni ’90 con l’epocale Braveheart e prima dei clamorosi scivoloni dovuti ai suoi comportamenti "inopportuni", Mel Gibson si è costruito un suo percorso personale lungo tutti gli anni ’80, fino a diventare uno dei massimi esponenti del cinema dell’epoca. Anzi, a voler essere pignoli, l’epopea action di Mel inizia già nel 1979, quando il regista australiano George Miller dà vita alla saga di Mad Max con Interceptor, film low budget ma ad altissima rendita ambientato in un futuro post-apocalittico (e che influenzerà in maniera determinante la visione cinematografica di futuro apocalittico tout court). Qui Gibson è Max Rockatansky, uno dei pochi poliziotti rimasti, che suo malgrado si trova costretto a lottare contro una gang di feroci motociclisti.

Mel tornerà di nuovo nei panni di Max: nel 1981 in Interceptor – Il guerriero della strada e nel 1985 in Mad Max oltre la sfera del tuono. Ma c’è un altro personaggio interpretato da Mel Gibson che gli permette di diventare uno degli action hero più amati degli anni ’80: stiamo parlando di Martin Riggs, veterano di guerra e sergente di polizia con problemi comportamentali che, in coppia con il più compassato Roger Murtaugh (interpretato da Danny Glover), risolve casi “a modo suo” in Arma letale (1987), dando vita al buddy cop movie per eccellenza. La formula vincente di Arma letale sarà replicata altre tre volte tra il 1989 e il 1998

 

 

 

Sigourney Weaver

Non si tratta di quote rosa, anche perché la diretta interessata non ne ha certo bisogno. Del resto, le è stato sufficiente un unico, iconico ruolo, per entrare di diritto nel “club per soli uomini” dei duri anni ’80. Dopotutto, l’avversario affrontato a bordo dell’astronave Nostromo in Alien di Ridley Scott, film destinato a rivoluzionare tanto l’horror quanto la fantascienza, è di quelli che nemmeno Rambo sarebbe stato in grado di fermare.

Il film di Scott è del 1979 e lì di xenomorfo Ellen Ripley ne doveva sconfiggere solo uno. Come invece rimarca l’inquietante plurale del sequel diretto da James Cameron nel 1986, in Aliens – Scontro finale di nemici da affrontare ce ne sono a bizzeffe, e solo tirando fuori il proprio lato tough il personaggio interpretato da Sigourney se la può cavare contro ogni aspettativa. Ma lo scontro non sarà poi così finale, perché nel corso degli anni ’90 Ellen Ripley si troverà alle prese con i suoi vecchi nemici altre due volte.

Chuck Norris

Prima ancora che protagonista dei bizzarri facts a lui dedicati che circolano su internet, Chuck Norris è… beh, molto semplicemente, una leggenda. Campione di karate e taekwondo, ha addirittura fondato la sua arte marziale, il Chun Kuk Do. E ha avuto l’onore di sfidare sul set un’altra leggenda, “un certo” Bruce Lee, ne L’urlo di Chen terrorizza anche l’occidente.

Come se non bastasse, Chuck si è preso anche la briga di diventare, film dopo film, uno dei duri più apprezzati del cinema degli anni ’80, magari senza mai arrivare ai livelli di popolarità dei colleghi Arnold e Sylvester, ma comunque guadagnandosi un seguito rispettabilissimo di fan. Una magnum per McQuade, Rombo di tuono e Delta Force sono alcuni dei suoi film più popolari dell’epoca.

Dolph Lundgren

Per sempre associato al ruolo del pugile russo Ivan Drago in Rocky IV, l’attore svedese è l’unico riuscito a entrare nella gang dei duri degli anni ’80 soprattutto grazie a un ruolo da villain. Dolph interpreterà anche il muscoloso He-Man ne I dominatori dell’Universo, del 1987, ma secondo molti sarà proprio il flop colossale del film a impedirgli di diventare un attore di primo calibro come gli altri appartenenti a questa lista.