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Rudolf Nureyev: la relazione con Freddie Mercury e altre curiosità sul ballerino

Cinema

Alcune curiosità sulla complessa vita di Rudolf Nureyev, uno dei ballerini più talentuosi della storia, al centro del biopic The White Crow

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Rudolf Nureyev è stato uno dei più grandi ballerini di tutti i tempi. La sua storia ha ispirato tantissimi artisti e, ancora oggi, il suo percorso viene esaltato dagli addetti del settore e non solo. Basti pensare a Ralph Fiennes, di certo non un amante del balletto, eppure stregato dalla storia della vita del ballerino, al punto da realizzare un biopic su di lui, Nureyev – The White Crow.

Un film per il quale ha scelto un giovane ballerino ucraino, chiamato all’ardua prova di raffigurare il proprio idolo. Si tratta di Oleg Ivenko, che ha tentato di restituire al pubblico il genio di Nureyev e, al tempo stesso, la sofferenza data da una società che in tutti i modi ha provato a limitarne la vitalità. Ecco cinque curiosità che potrebbero aiutare a conoscerlo meglio.

La storia d’amore con Freddie Mercury

Vivere in Russia era impossibile per Nureyev, allontanato dal regime che non poteva in alcun modo ammettere il suo stile di vita. Il ballerino più famoso al mondo non chiedeva altro che libertà, sul palco come nella realtà di tutti i giorni. Dovette trovarla in occidente e soprattutto in Europa.

Giunto in Spagna, in occasione di un ricevimento regale, si ritrovò faccia a faccia con un possente artista di 8 anni più giovane, tale Farrokh Bulsara, noto al mondo come Freddie Mercury. I due si sono capiti fin da subito. Un rapporto intenso il loro, che si vedevano ogni volta fosse possibile e, quando lontani, trascorrevano ore al telefono. Una storia struggente tra due artisti tanto amato quanto limitati da un mondo che faticava (e fatica) a comprendere che l’amore è universale. Nella biografia, intitolata Nureyev senza trucco, sono riportati estratti di ben 49 lettere che il ballerino scrisse all’autore Patrick White, nelle quali si faceva riferimento a Mercury, chiamato in quelle pagine “Eddie”.

Romeo & Juliet

Beryl Gray, ex ballerina inglese, oggi 91enne, fu direttrice del London Festival Ballet (oggi noto come English National Ballet) dal 1968 al 1979. Non mancano aneddoti su Rudolf Nureyev nella sua biografia, invitato a creare nel 1977 una coreografa per i suoi ballerini, al fine di portare in scena Romeo & Juliet. Ancora oggi la compagnia londinese si attiene a quella versione. Nei suoi diari parla di lui come di un uomo sempre diverso, imprevedibile. Una costante fonte d’ispirazione per chiunque lo circondasse. Al tempo stesso però si rivelava volubile, caratterizzato da malumori imprevedibili, si legge nei suoi diari, con costante ricorso a un linguaggio volgare. Un animo inquieto, sempre alla ricerca della perfezione, al punto da prendere a calci sul sedere una delle principali ballerine della compagnia.

I rituali di Nureyev

Molto si è scritto di Rudolf Nureyev nel corso degli anni. Simon Robinson, suo ultimo assistente, ne ha parlato approfonditamente nel suo “A year with Rudolf Nureyev”. In queste pagine lo descrive come pieno di ossessioni e molto legati ad alcuni rituali. Aveva bisogno di dormire in una camera d’albergo con le finestre chiuse e il riscaldamento al massimo, indossando una tuta di spugna, con sopra una felpa di Topolino. Dopo 30 anni di fatica sul palco, era questo il suo modo di tenere caldi i suoi muscoli. Sentiva inoltre la necessità viscerale di vincere ogni confronto, ogni discussione. Un bisogno così radicato da spingerlo molto spesso ad abbandonare di punto in bianco delle riunioni in corso, soltanto perché percepiva il sentore di star perdendo un confronto verbale. Cosa per lui inaccettabile.

La nascita di Nureyev

Nel corso della vita Nureyev è sempre stato in movimento. Un viaggio dietro l’altro, a partire da quella prima volta a Parigi, che gli mostrò il mondo al di fuori dell’Unione Sovietica. Il suo dinamismo deriva forse in qualche modo dal luogo in cui è venuto al mondo. Sua madre lo partorì il 17 marzo del 1938 a bordo della Transiberiana. Il treno non fermò la propria corsa e la donna raggiunse suo marito, militare di stanza in Estremo Oriente, con una sorpresa speciale in grembo.

L’incontro con Carla Fracci

Molti gli artisti che hanno segnato la vita e la carriera di Rudolf Nureyev. Nell’elenco trova spazio Carla Fracci, con la quale formò una coppia superba. La storica ballerina si è sempre posta in netto contrasto con la descrizione di Nureyev come di un arrogante divo. Poteva esplodere in forti sfuriate, ha raccontato, ma era un uomo e un artista onesto e generoso, in grado di infondere energia pura nelle sue partner. Alla Fracci rivelò di alcuni suoi sogni, come quello su sua madre, che saliva una scala con gradini di pane. Tanti i classici eseguiti insieme, ma quello che le resta nel cuore è lo Schiaccianoci.