Inlingua 2026, a Roma musica, danza e culture dal Mediterraneo al Medio Oriente
Spettacolo
Dall’11 al 27 settembre 2026 la kermesse porta nella Capitale concerti, performance e laboratori con artisti provenienti da Italia, Albania, Siria, Libano, Palestina, Iran, Marocco e Tunisia. Due le location: la Biblioteca Laurentina e il Parco Tevere Marconi. Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero
Musica, danza, parole e tradizioni che attraversano il Mediterraneo e arrivano fino al Medio Oriente. È questa la direzione della terza edizione di Inlingua, il festival transculturale che dall’11 al 27 settembre 2026 torna a Roma con un programma dedicato alle contaminazioni artistiche e alle diverse comunità che abitano la città. Concerti, performance e laboratori si alterneranno tra la Biblioteca Laurentina e il Parco Tevere Marconi, trasformando due luoghi della Capitale in spazi di incontro attraverso le arti.
Il cuore musicale dell'edizione 2026 è LaMar, un progetto che guarda al Mediterraneo come a un territorio di passaggio e connessione. Un mare che divide geograficamente, ma che nel corso dei secoli ha messo in comunicazione popoli, lingue, musiche e tradizioni. Sul palco si incontreranno artisti provenienti da Italia, Albania, Siria, Libano, Palestina, Iran, Marocco e Tunisia, in un percorso che alterna repertori tradizionali, ricerca contemporanea, musica popolare, danza e sperimentazione.
Dal Maghreb alla musica persiana
Il programma si apre l’11 settembre al Parco Tevere Marconi con Mauro Tiberi, protagonista di un percorso tra tamburi sciamanici e percussioni rituali, anche insieme al chitarrista Max Trani.
Il 12 settembre arriva Ziad Trabelsi, musicista e compositore tunisino, con un progetto che mette in dialogo le tradizioni musicali del Maghreb e la ricerca contemporanea.
Il 13 settembre la musica incontra la danza con Nensi Bego, accompagnata alle percussioni da Ashraf Said, nel laboratorio di danza somatica Attraversare il Cerchio. Nella stessa giornata spazio anche a Club Soma, progetto affidato a DJ Koba e DJ Kapitano, tra ritmi sincopati e suoni della cultura popolare europea, asiatica e africana.
Il 18 settembre sarà invece la volta della musica popolare albanese con Pëllumb Meta e Altin Nuka, che porteranno a Roma repertori e strumenti della tradizione del Paese.
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Palestina, Marocco e Mediterraneo
Il 19 settembre il danzatore Adel Afifi proporrà un laboratorio dedicato alla dabke palestinese, mentre Nensimilia presenterà Âhenk, una performance musicale costruita attraverso brani provenienti dalle diverse sponde del Mediterraneo.
Il 20 settembre il festival guarda al Marocco con Black Koyo, formazione gnawa con base a Bruxelles e fortemente legata alle tradizioni musicali marocchine. Il progetto prevede un laboratorio di danza e musica seguito da un concerto dal vivo.
Il percorso musicale proseguirà poi il 25 settembre con Pejman Tadayon, insieme all’Orchestra Persiana e al Coro Persepolis, in un appuntamento dedicato alla tradizione musicale persiana.
Il 26 settembre sarà protagonista OMAR – Orchestra Multietnica Arcobaleno Roma, mentre il 27 settembre, giornata conclusiva, sarà affidata a Samah Boulmona con il laboratorio Coro Nass El Kif.
A chiudere il festival sarà quindi TILT, trio libanese che arriva direttamente da Beirut e formato da Samah Boulmona, Farah Kaddour e Ali Hout. Il gruppo porterà sul palco il proprio progetto musicale con un concerto dal vivo.
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Parole, radio e calligrafia
Accanto alla musica, Inlingua propone anche una serie di laboratori alla Biblioteca Laurentina, dedicati alla scrittura, alla narrazione e alla sperimentazione.
Il 15 e 16 settembre, il rapper di origine egiziana Amir Issaa guiderà attività dedicate alla scrittura, alla parola e alla musica. Nelle stesse giornate Ape Radio proporrà laboratori di radio e narrazione digitale rivolti a bambini e ragazzi.
Il 19, 23 e 24 settembre, invece, Amjed Rifaie accompagnerà il pubblico nel mondo della calligrafia araba, mettendo a confronto forme codificate e sperimentazione contemporanea.
Due luoghi per raccontare la Roma multiculturale
La scelta delle location non è casuale. Il festival si sviluppa infatti in due quartieri accomunati da storie di immigrazione ed emigrazione e dalla presenza di lingue, culture e geografie differenti.
Promosso da Pontedincontro APS e realizzato con il sostegno di Cultural Pro ETS, Inlingua nasce all'interno di una Roma contemporanea attraversata da comunità diasporiche e da continui scambi culturali. La musica diventa così il principale strumento per raccontare questa pluralità, affiancata dalla danza, dalla parola, dalla radio e dalle arti grafiche.
Il progetto è promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura, è vincitore dell’Avviso Pubblico Roma Creativa 365. Cultura tutto l’anno e viene realizzato in collaborazione con Zètema Progetto Cultura.
Il festival è a ingresso libero
La terza edizione di Inlingua si svolgerà dall’11 al 27 settembre, con appuntamenti dalle 10 alle 22.30. Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero.
Gli eventi saranno ospitati alla Biblioteca Laurentina, in Piazzale Elsa Morante, e al Parco Tevere Marconi, sul Lungotevere di Pietra Papa.