Jared Leto nega le accuse del documentario Bbc: non ho mai aggredito sessualmente nessuno
Spettacolo
L'attore premio Oscar respinge le accuse raccolte nel documentario della Bbc Jared Leto: Hollywood’s Dark Secret, in cui dieci donne, nove delle quali per la prima volta, riferiscono molestie e aggressioni sessuali che avrebbero subito quando erano molto giovani, tra il 2002 e il 2016. In un comunicato inviato a Hollywood Reporter, Leto afferma di non avere mai aggredito sessualmente nessuno e definisce le accuse assolutamente e categoricamente false.
Jared Leto nega tutto. Dopo il silenzio mantenuto con l’emittente pubblica britannica, l’attore e musicista ha affidato la propria replica a un comunicato inviato a Hollywood Reporter, nel quale afferma di non avere mai aggredito sessualmente nessuno in tutta la sua vita e definisce le accuse “assolutamente e categoricamente false”. Le contestazioni sono quelle raccolte nel documentario della Bbc Jared Leto: Hollywood’s Dark Secret, in cui quattro donne gli attribuiscono condotte sessuali penalmente rilevanti per fatti che, secondo i loro racconti, sarebbero avvenuti quando erano adolescenti, in un arco di tempo compreso tra il 2002 e il 2016, quando Leto aveva tra i trenta e i quarant’anni. Oggi ne ha cinquantaquattro. Una versione del documentario è disponibile su YouTube.
La replica dell’attore: “Accuse categoricamente false”
Il comunicato è breve e senza aperture. Leto respinge in blocco l’intero impianto del documentario, senza entrare nel merito dei singoli episodi riferiti dalle testimoni né dei periodi ai quali quegli episodi vengono ricondotti. La smentita arriva a distanza di un giorno dalla messa in onda e ricalca la linea già tenuta lo scorso anno, quando l’attore aveva rigettato le accuse di nove donne pubblicate dalla testata statunitense Air Mail. Alla Bbc, invece, non aveva risposto, nonostante i ripetuti tentativi di contattarlo.
Dieci testimonianze nel documentario della Bbc
In totale sono dieci le donne che hanno parlato con la Bbc per il documentario, e nove di loro rendono pubblica la propria versione dei fatti per la prima volta. Quattro riferiscono episodi che, se accertati, configurerebbero reati. L’emittente afferma di aver riscontrato una parte dei racconti con amici e familiari ai quali le donne avevano riferito gli episodi all’epoca, e di aver visionato in alcuni casi fotografie e messaggi coerenti con le loro ricostruzioni. Diverse testimoni compaiono con nomi di fantasia. Una di loro sintetizza così la propria posizione: sono passati venticinque anni e, dice, l’attore l’ha fatta franca.
L’episodio del 2002 in un motel di Las Vegas
Una donna indicata con il nome di fantasia Isabel, oggi ultraquarantenne, colloca nel 2002 l’episodio che racconta. Allora aveva 17 anni e lavorava in un negozio di Las Vegas, dove aveva accompagnato l’attore e alcuni suoi amici. Dice di aver poi raggiunto Leto a un indirizzo che si rivelò, a suo dire, un motel malandato. Secondo la sua ricostruzione, mentre attendeva seduta sul letto l’uomo la chiamò in bagno per parlare mentre faceva la doccia, aprì la tenda, la baciò e le afferrò la mano usandola per masturbarsi. La donna afferma di essersi ritratta e di aver chiesto di andarsene. Solo in seguito, cercando l’attore online, si sarebbe resa conto che aveva più di trent’anni. Per anni, aggiunge, ha attribuito a sé stessa la responsabilità dell’accaduto.
Approfondimento
Jared Leto accusato di molestie sessuali da nove donne
La stanza d’albergo di Londra dopo il concerto alla O2 Arena
Una seconda testimone, chiamata Alex, all’epoca modella, racconta che nel 2013 la sua agenzia fu invitata al concerto dei Thirty Seconds to Mars alla O2 Arena di Londra e che un’assistente dell’artista la invitò poi a un after party a Shoreditch House, nella zona est della città. Aveva 19 anni ma, spiega, per proteggersi disse a Leto di averne 17, e l’attore, allora quarantunenne, avrebbe replicato che l’età è soltanto un numero. Più tardi, sostiene, un assistente la indirizzò verso un hotel vicino, dove trovò la stanza al buio e Leto da solo. Senza telefono carico né contanti per rientrare, dice di aver chiesto se potesse dormire su una chaise longue e di essersi sentita rispondere, più volte, con una minaccia esplicita di violenza sessuale. A quel punto, racconta, lasciò la stanza. Un’amica avvertita via messaggio le rispose invitandola a denunciare l’accaduto.
Il racconto sul rapporto in California e l’età del consenso
Una terza donna, indicata come Clara, afferma di aver avuto un rapporto sessuale con Leto nella casa dell’attore in California quando lei aveva 17 anni e lui 34. Il contatto sarebbe avvenuto nel 2006 tramite un conoscente dell’artista che le chiese il numero di telefono nel backstage di un concerto. La donna dice di ricordare una conversazione sull’età del consenso, fissata in California a 18 anni, perché all’epoca suo padre lavorava nelle forze dell’ordine, e sostiene che Leto minimizzò la questione. Riferisce inoltre che l’uomo le chiese di rivolgersi a lui chiamandolo daddy e di assumere un atteggiamento infantile. In California un rapporto sessuale con una persona al di sotto dell’età del consenso può configurare il reato di statutory rape ed essere punito con la reclusione. Clara riferisce di essere tornata altre tre o quattro volte nell’abitazione dell’attore.
L’incontro al festival del 2005 con una ragazza di 14 anni
Un'altra testimone, Taylor, colloca nel 2005 il suo incontro con l'attore, avvenuto insieme alla madre durante una sessione di autografi, al termine dell'esibizione dei Thirty Seconds to Mars a un festival musicale. Aveva 14 anni, portava l'apparecchio ai denti ed era molto minuta. Secondo il suo racconto, Leto firmò la maglietta che indossava all'altezza del seno accompagnando il gesto con un commento sul suo corpo, e chiese poi alla propria guardia del corpo di accompagnarla nel backstage senza domandarle se volesse andarci. La madre lo affrontò e l'artista, afferma la donna, ripeté la frase. L'episodio, dice, le ha fatto smettere di frequentare i concerti.
Le testimonianze di due ex collaboratori della band
Due uomini che hanno lavorato a lungo con i Thirty Seconds to Mars, indicati con i nomi di fantasia Brad e Simon, hanno raccontato alla Bbc il disagio dello staff per il modo in cui Leto interagiva con ragazze molto giovani. Secondo Brad, su indicazione diretta dell'artista il personale contattava agenzie di modelle locali per offrire biglietti vip gratuiti alle modelle, alle quali era riservata un'area del backstage. Sempre secondo il suo racconto, le ragazze che salivano sul palco durante gli ultimi brani venivano poi invitate nel camerino. Simon riferisce che nella casa dove la band lavorava passavano mediamente un paio di ragazze al giorno.
Le telefonate a sfondo sessuale e l’accordo di riservatezza
Cinque donne, quattro delle quali all’epoca adolescenti, dicono di aver ricevuto da Leto telefonate insistenti e spesso a sfondo sessuale. Tra loro c’è Etta, anche in questo caso nome di fantasia: nel 2014, a 16 anni, incontrò l’attore in un’agenzia di modelle di Los Angeles dove si era recata con la madre. Leto, dice, si interessò alle sue ambizioni professionali e le chiese l’indirizzo email per invitare entrambe alla sua festa degli Oscar. I contatti, secondo il suo racconto, assunsero rapidamente un carattere sessuale, e l’attore sapeva che la ragazza aveva 16 anni: le avrebbe rivolto domande esplicite sulla sua vita intima e, almeno una volta, la proposta di avere un rapporto. La ragazza sarebbe stata poi messa in contatto con un uomo presentato come utile per la sua carriera, che le avrebbe chiesto di girare materiale pornografico sostenendo che la minore età non fosse un ostacolo. Nel 2016, aggiunge Etta, l’attore le comunicò che il suo legale le avrebbe inviato un accordo di riservatezza. Il documento, visionato dalla Bbc, non è mai stato firmato.
L’incontro al festival del 2005 con una ragazza di 14 anni
Un’altra testimone, Taylor, colloca nel 2005 il suo incontro con l’attore, avvenuto insieme alla madre durante una sessione di autografi, al termine dell’esibizione dei Thirty Seconds to Mars a un festival musicale. Aveva 14 anni, portava l’apparecchio ai denti ed era molto minuta. Secondo il suo racconto, Leto firmò la maglietta che indossava all’altezza del seno accompagnando il gesto con un commento sul suo corpo, e chiese poi alla propria guardia del corpo di accompagnarla nel backstage senza domandarle se volesse andarci. La madre lo affrontò e l’artista, afferma la donna, ripeté la frase. L’episodio, dice, le ha fatto smettere di frequentare i concerti.
Le testimonianze di due ex collaboratori della band
Due uomini che hanno lavorato a lungo con i Thirty Seconds to Mars, indicati con i nomi di fantasia Brad e Simon, hanno raccontato alla Bbc il disagio dello staff per il modo in cui Leto interagiva con ragazze molto giovani. Secondo Brad, su indicazione diretta dell’artista il personale contattava agenzie di modelle locali per offrire biglietti vip gratuiti alle modelle, alle quali era riservata un’area del backstage. Sempre secondo il suo racconto, le ragazze che salivano sul palco durante gli ultimi brani venivano poi invitate nel camerino. Simon riferisce che nella casa dove la band lavorava passavano mediamente un paio di ragazze al giorno.
I precedenti e la posizione di Jared Leto
Le accuse nei confronti dell’attore circolano da tempo. La Bbc afferma di aver contato più di 120 segnalazioni pubblicate online sul suo comportamento nei confronti delle donne, alcune riferite a episodi lontani nel tempo. L’anno scorso la dj di Los Angeles Allie Teilz ha scritto sui social di essere stata aggredita da Leto quando aveva 17 anni, e altre donne sono intervenute con racconti analoghi. Sempre lo scorso anno nove donne lo hanno accusato di comportamenti sessuali inappropriati in un articolo di Air Mail, e in quell’occasione l’attore respinse tutte le accuse. Oggi la posizione è la stessa, affidata a un comunicato di due righe.