Calendario Pirelli 2027, prospettive e fascinazioni: l’India è protagonista
Spettacolo Foto di Alessandro ScottiSiamo stati invitati nel backstage di The Cal a firma Sølve Sundsbø e Raghu Rai. Dopo la morte del Maestro indiano la figlia Avani porta avanti il progetto, nel solco del padre ma con la propria visione. Il racconto
Jaipur, Rajasthan, Dehli, le campagne, la giungla e le città: è un viaggio tra mille mondi, mille anime, che passano attraverso il filtro della macchina fotografica, il filtro della sensibilità di chi punta l’obiettivo. Per la prima volta il Calendario Pirelli ne fa il suo racconto, il tributo è tutto per l’India. Una letteratura che parte dal lavoro del grande fotoreporter Raghu Rai e di Sølve Sundsbø, fotografo di fama internazionale, al suo secondo The Cal; letteratura che arricchisce la sua grammatica con l’apporto di Avani Rai, affermata artista. Dopo la scomparsa, il 26 aprile di quest’anno, del capostipite della fotografia indiana contemporanea, il calendario ha visto la sua naturale definizione grazie alla visione della figlia Avani. Le foto di Raghu nelle strade, nei mercati, nei cinema, sui tetti e tutto intorno la vita delle persone. La gente, cuore pulsante del Paese, immersa in quell’atmosfera tanto vibrante quanto inaspettatamente serafica si mette in bella mostra, in posa tra colori e tradizioni, per la famiglia Rai.
L’ intervista ad Avani Rai
“Mio padre non mi ha mai detto come ritrarre una persona. Ciò che mi ha insegnato è stato guardare a più di una cosa contemporaneamente in una foto" racconta a Sky Tg24. "Mi ha insegnato a guardare a più cose simultaneamente, senza preconcetti o barriere. Questa è anche la differenza con i social media, cioè ricevere! Fotografare il momento per come lo si sta vivendo. Ciò che importa è ciò a cui stai rispondendo. Lui mi ha insegnato a ricevere".
Avani ci spiega come ha deciso di proseguire il lavoro del padre, non sostituendolo ma omaggiandolo, con la sua personale visione: “Mio padre e lo staff del Calendario Pirelli avevano deciso di attingere dai suoi archivi mai pubblicati, del 1970, del 1960. Adesso utilizzo quelle immagini come back drop anche se in realtà per me sono vita, queste immagini respirano, sono lui. Trent'anni o quarant'anni dopo, queste foto rappresentano la mia scelta di rispondere a tutto ciò che succede intorno a lui. Siamo andati in spazi che lui avrebbe amato fotografare, nei luoghi dove era stato e che amava. Mio padre diceva che stava cercando il divino in ogni scatto fotografico , in ogni frame. E io cerco lui. Quindi noi due stiamo cercando il divino. Guardo al divino attraverso lui che ha sempre guardato al divino. In questo lavoro la spiritualità è la prima cosa. Come lo è per me, per mio padre e per il mio Paese. Ogni volta che guardo una fotografia di mio papà è come se stessi guardando la vita attraverso la sua macchina, il suo obiettivo". A favore di flash per Il calendario Pirelli c'è la mamma di Avani e lei stessa, ritratta da Sølve Sundsbø: "Eravamo Sølve e io. Lui è divertente e rilassato, non ho sentito nessuna pressione, è stato davvero bello. Quando lo shooting si è concluso mi sono guardata intorno e ho detto wow, questa è una festa!"
Approfondimento
Due fotografi per il Calendario Pirelli 2027 dedicato all'India
Sølve Sundsbø in Rajasthan
Due punti di vista, due modi di vedere e sentire l’India: quello di chi la abita e vi appartiene e quello di chi la scopre e ne fantastica. Tutto in una immagine. Campo largo e dettagli: i volti, la gente, i luoghi, le tradizioni e quel tocco glamour che restituisce a chi osserva la complessità di un racconto di bellezza, ponte tra un mondo antico e un mondo presente, un mondo in continua trasformazione. Rupi Kaur, Padma Lakshmi, Bhavitha Mandava, Lakshmi Menon, Freida Pinto, Aditi Rao Hydari, Anoushka Shankar e Avantika Vandanapu: ritratti di donne, ritratti di una cultura millenaria. Questo è il Calendario Pirelli 2027. Sul set, in Rajasthan, incontriamo il norvegese Sølve Sundsbø.
“Sono un ospite in questo Paese. Sono onorato, direi. Ovviamente non sono indiano, quindi la mia visione dell'India è abbastanza limitata. Il mio lavoro è cercare di realizzare ritratti di persone, soprattutto di donne, dell'India. Avani si occupa più del cuore e dell'anima dell'India, cosa che non sono qualificato a fare. Cerco di avere un'idea dell'India nella mia mente, che racconto poi attraverso questi ritratti. La mia idea è più come una fragranza o un sapore. Non sono tigri, elefanti, i grandi palazzi o il traffico delle città, è un qualcosa di più astratto. C'è una ricchezza, una struttura, un'intensità che ho cercato di portare in questi scatti. Questa ricchezza passa anche attraverso queste donne fantastiche, persone meravigliose. Sono incredibilmente talentose. Abbiamo finito lo shooting e sono così felice e grato per la fiducia ricevuta. Questo è un calendario molto diverso dallo scorso, meno concettuale in alcuni aspetti. Più naturale, è quasi tutto luce naturale, realizzato in esterna. Quando abbiamo iniziato a parlare con Pirelli del nuovo calendario è stato chiaro, per me, che non potevo fare il progetto da solo perché, come ho detto prima, non ho il diritto di farlo da solo. Rai per me è come un dio della fotografia. Lui è stato gli occhi dell'India dagli anni Sessanta fino a poco fa, è un dio della fotografia non solo in India ma in tutto il mondo. È ed è stato speciale.”
Approfondimento
Calendario Pirelli 2026, natura e bellezza catturate da Sundsbø. FOTO
L’incontro con Padma Lakshmi
Attrice, scrittrice, personaggio televisivo, conduce un cooking show negli Stati Uniti, già modella anche per Pirelli. “Non potevo mancare in questo calendario, perché è in India e perché ho avuto così una bella esperienza la prima volta - sottolinea a Sky Tg24 - Non volevo perdermelo solo per una questione di agenda e impegni, sarebbe stato un peccato. Per me essere qui in India è tornare all'origine della mia femminilità. Quando ero molto piccola, tutto il rumore, tutte le attività della casa erano sempre nella cucina. La cucina era dove i segreti venivano rivelati. Tutte le decisioni importanti venivano prese mentre si stava tagliando il mango e grattando il cocco. Anche il gossip, tutto. Era il centro della casa, ma anche il centro della famiglia. Noi donne eravamo tutte lì, c'era mia nonna, c'era mia zia, eravamo tutte per terra. Era una cucina piccolissima. Ascoltavo tutte le donne, vedevo il seno sotto il sari, lo chiffon che cadeva un po'. La cucina, l'India, la femminilità, era tutto lì insieme". E aggiunge: "Per fortuna non c'erano i social media quando ero giovane perché come donne abbiamo già tante pressioni. Le aspettative per noi donne sono molto più alte che per gli uomini, lo sento molto visto che sono una donna che lavora in televisione. Spero che mia figlia non si focalizzi sulla sua immagine ma sul suo talento, sull'etica del lavoro, su come si trattano le altre persone. Però i messaggi che riceve ogni momento dallo schermo, dal telefono, dicono il contrario. Deve capire le priorità e concentrarsi per dare il meglio di sé”.
Sul set anche la modella Bhavitha Mandava:
Due lauree e 25 anni di età, bellezza e intelligenza non le fanno difetto, uno dei volti della moda più amati degli ultimi tempi, il web l'ha incoronata regina della passerella. Scoperta in metro a New York, dallo stilista Matthieu Blazy, è stata la prima indossatrice indiana ad aprire una sfilata di Chanel. Bhavitha, ci parla con entusiasmo di inclusione, di accoglienza , del suo mondo e del suo modo di guardare al mondo. Si dice felice di far parte del progetto e ringrazia lo staff del Calendario Pirelli per averla fatta sentire a proprio agio, compresa, mai fuori posto e mai a disagio.