Ultimo a Tor Vergata, 250mila spettatori: "Questo è il giorno che aspettavo"

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Il cantautore romano ha conquistato l'area di Tor Vergata con un concerto da 250mila spettatori, superando il record dei 225mila di Vasco Rossi al Modena Park nel 2017. Un evento da 16 milioni di euro di incassi e 90 milioni di indotto per Roma, aperto con "Pianeti" e chiuso con "Sogni appesi". Sul palco anche Fabrizio Moro

 

Duecentocinquantamila spettatori arrivati da tutta Italia, un megapalco lungo 140 metri e la scritta "Beati gli ultimi perché saranno i primi" a illuminare la notte di Tor Vergata. Ultimo si è preso Roma con il concerto dei record, superando i 225mila di Vasco Rossi al Modena Park del 2017 e diventando il nuovo re dei live italiani. "Roma sei un capolavoro. Questo non è solo un concerto, questo è il giorno che aspettavo, questa è la favola per sempre", ha detto dal palco il cantautore romano.

 

Il sorpasso su Vasco Rossi

Il numero è quello che entra nella storia della musica dal vivo in Italia: 250mila spettatori, con le ultime file distanti diverse centinaia di metri dalle prime. Il precedente primato apparteneva a Vasco Rossi, che nel luglio 2017 aveva radunato 225mila persone al Modena Park. Le proporzioni dell'evento raccontano il salto anche sul piano economico: incasso da 16 milioni di euro per i biglietti venduti e un indotto stimato in 90 milioni per la Capitale.

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Vasco si complimenta con Ultimo

Vasco Rossi ha commentato via social il sorpasso di Ultimo, che con i 250mila spettatori di Tor Vergata ha superato il primato di pubblico pagante detenuto dal rocker di Zocca dal Modena Park del 2017. "Kom…plimenti a Ultimo e alla città di Roma. Sono davvero felice per Niccolò. Ogni record è fatto per essere battuto. Largo ai giovani, è giusto così", ha scritto Vasco, chiudendo con un messaggio personale al cantautore romano: "Ti voglio bene, Niccolò, e poi ci troveremo come le star".

L'arrivo in elicottero e l'apertura con "Pianeti"

Ultimo è atterrato nell'area del concerto poco prima dell'inizio dello spettacolo, con il consueto cappellino e la canotta bianca. Visibilmente teso al momento di salire sul palco, ha lasciato scivolare via l'emozione con le prime note di "Pianeti", il brano che ha aperto la scaletta, dedicando un inchino al pubblico. Intanto centinaia di palloncini rossi si muovevano nella platea, mentre i maxischermi rimandavano immagini di occhi lucidi, abbracci e telefoni pronti a immortalare la serata.

Ultimo a Tor Vergata
Ultimo a Tor Vergata - ©Ansa

Il palco da 140 metri e i numeri dello show

L'allestimento è stato pensato per rendere l'esperienza fruibile anche a chi si trovava in fondo agli spazi messi a disposizione dall'università di Tor Vergata. Il megapalco misura 140 metri di larghezza e 60 di altezza, con 2500 metri quadrati di schermo led ad alta risoluzione sovrastato dalla firma dell'artista, e una passerella a forma di infinito lunga 30 metri. A supportare la resa acustica e visiva sono state distribuite 38 linee audio e 18 maxischermi lungo tutta l'area. Nessun effetto speciale ridondante: un live essenziale, nonostante la scala monumentale.

La scaletta e i brani di Sanremo

Dopo "Pianeti" si sono susseguiti "Lunedì", "Ovunque tu sia", "Bella davvero" e "Rondini al guinzaglio". Poi spazio a "Romantica" e "La stella più fragile dell'universo". Non sono mancati i brani che legano Ultimo al Festival di Sanremo, un rapporto ancora conflittuale: "Colpa delle favole", "I tuoi particolari" e "Il ballo delle incertezze". Su "Solo", scritta nel 2021, il cantautore si è fermato per raccontare il momento della quarantena da Covid: "Certe canzoni ti riportano a quando le hai scritte e perché le hai scritte. Ricordo esattamente il momento in cui l'ho fatto".

L'ospite Fabrizio Moro

Sul palco è salito anche Fabrizio Moro, chiamato per "L'eternità (Il mio quartiere)". I due condividono le origini nel quartiere periferico di San Basilio, e Moro è stato uno dei primi a credere in Niccolò Moriconi, in arte Ultimo. In scaletta anche "Fateme cantà", lo sfogo contro un sistema che stritola, "Stasera" e "Poesia senza veli".

 

Il gran finale con "Sogni appesi"

Il rush finale ha riservato i brani più attesi: "Giusy", "Piccola stella" e la chiusura inevitabile con "Sogni appesi", quelli che al termine della serata, per il cantautore, sono diventati realtà. Il titolo del suo ultimo album, "Il giorno che aspettavo", è così diventato la sintesi di una notte immaginata per dieci anni.

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