Perché è tornato in onda lo spot della Sip con Massimo Lopez, girato 32 anni fa?
Spettacolo
L'idea era tanto semplice quanto geniale: un condannato a morte che, invece della classica sigaretta come ultimo desiderio, chiede di fare una telefonata. Il suo ritorno in tv pare un teaser. Ed è collegato al Festival di Sanremo.
Domenica 22 febbraio, milioni di telespettatori italiani hanno vissuto una piccola scossa temporale. Tra un programma e l'altro, su Rai 1, Rai 2, Rai 3, Canale 5 e Rete 4 è ricomparso Massimo Lopez. Più giovane, in un fortino polveroso che ricorda un western, davanti a un plotone di esecuzione. "Avete un ultimo desiderio?" "Potrei fare una telefonata?" E da lì, la conversazione infinita. Lo slogan finale, inconfondibile: "Una telefonata allunga la vita".
Sui social è scattato immediatamente il disorientamento collettivo. "Scusate, sono nel pieno di una crisi psicotica o su Rai 1 hanno mandato una pubblicità della SIP degli anni '90 con Massimo Lopez?" ha scritto un utente su X, riassumendo la reazione di migliaia di persone. In poche ore lo spot ha totalizzato oltre 30mila ricerche e ha invaso gruppi WhatsApp, thread su Facebook e commenti su Instagram.
Ma cos'è successo? Perché quello spot, girato 36 anni fa, è tornato in onda?
Lo spot che ha fatto la storia della pubblicità italiana
La campagna fu ideata dalla storica agenzia Armando Testa, mentre la regia venne affidata ad Alessandro D'Alatri. L'idea era tanto semplice quanto geniale: un condannato a morte che, invece della classica sigaretta come ultimo desiderio, chiede di fare una telefonata. Da lì parte una conversazione interminabile - saluti, raccomandazioni, chiacchiere quotidiane - mentre il plotone aspetta e l'esecuzione viene continuamente rimandata. Lo spot venne anche premiato al Festival Internazionale della Pubblicità di Cannes.
La SIP - Società Italiana per l'Esercizio delle Telecomunicazioni - era all'epoca l'unico gestore telefonico italiano (nel 1994 iniziò il percorso che la porterà a diventare Telecom Italia, e poi, dal 2015, TIM). E, poiché il marchio SIP è scomparso dalla vita quotidiana degli italiani da oltre trent'anni, il suo ritorno è stato ancora più straniante.
Lo zampino di TIM
Secondo quanto emerge, la messa in onda dello spot SIP è riconducibile a TIM. Nella versione trasmessa in televisione, infatti, in sovrimpressione compare la dicitura "SIP è un marchio di proprietà di TIM S.p.A.", rendendo esplicita la titolarità odierna del marchio storico (TIM ha anche pubblicato il video sui propri canali social ufficiali, senza alcuna caption o spiegazione, in una sorta di teaser).Al momento non sono stati diffusi dettagli ufficiali su un'eventuale campagna strutturata o su un'iniziativa celebrativa specifica: ma, con l'inizio del Festival di Sanremo 2026, tutto dovrebbe diventare più chiaro.
Il collegamento con Sanremo
Il timing non è casuale. TIM è uno degli sponsor principali del 76° Festival di Sanremo, che si svolgerà dal 24 al 28 febbraio 2026. Libero Magazine. L'ipotesi più accreditata è che lo spot d'archivio sia un teaser, una mossa deliberata per generare curiosità, nostalgia e conversazione social nei giorni che precedono l'evento televisivo più seguito d'Italia. Sarebbe, del resto, una strategia che punta dritta al cuore. In un periodo in cui siamo sommersi da pubblicità veloci e ipertecnologiche, rivedere uno spot così narrativo e umano fa decisamente effetto. Chi lo aveva visto negli anni '90 lo riconosce con un sorriso e un brivido. Chi è più giovane lo scopre per la prima volta, ma ne coglie comunque l'ironia universale.
Cosa potrebbe succedere ora
Tra i fan si è già scatenata la fantasia. L'ipotesi più gettonata, e più suggestiva, è che TIM stia preparando una versione aggiornata dello spot con lo stesso Lopez, oggi 74enne, ancora al telefono dopo trent'anni, nel disperato tentativo di evitare la fucilazione. Una storia che si chiude con lo stesso protagonista, in un loop temporale che questa volta sarebbe voluto. Per ora, però, nessuna conferma ufficiale. Il plotone è ancora lì, in attesa. E anche noi.