Ghali apre la cerimonia di Milano-Cortina a San Siro con i versi di Gianni Rodari. Sul prato, una coreografia di ragazzi disegna una colomba umana. Il rapper usa l'italiano, il francese e l'inglese per chiedere di fermare le armi, superando le polemiche dei giorni scorsi. Poche parole per alzare un muro dove la guerra non può entrare
Vestito di bianco, solo al centro dello stadio. Ghali si ferma davanti a ottantamila persone e recita “Promemoria”, la poesia di Gianni Rodari. Non c’è musica, solo il suono della voce. Il rapper scandisce i versi in tre lingue: italiano, francese e inglese. Attorno a lui, un gruppo di ragazzi sotto i vent'anni si muove in sincrono. I loro corpi si incastrano fino a formare una colomba gigante. È il rito della tregua olimpica: l'impegno a fermare le armi finché durano i Giochi.
Oltre il rumore della vigilia
Questa immagine arriva dopo ore di polemiche. Alla vigilia, Ghali aveva affidato ai social un lungo sfogo per i cambiamenti dell'ultimo minuto nel programma della cerimonia. L'intesa pareva incrinata, mentre intorno alla sua partecipazione si rincorrevano i dubbi della vigilia. Sul palco, l’artista ha scelto di non aggiungere altro rumore. Ha usato la letteratura per rispondere alle incertezze, trasformando la tensione in un momento che parla a tutti, senza giri di parole.
Le parole di Rodari
Rodari sceglieva parole nude, quelle di tutti i giorni, per dire verità che i grandi preferiscono dimenticare. “Promemoria” è un elenco di istruzioni per restare umani. Dice che ogni giorno bisogna studiare, giocare o mangiare. Dice che di notte bisogna dormire e sognare. Poi aggiunge che ci sono cose da non fare mai, né per mare né per terra. “Per esempio la guerra”. In un momento in cui le immagini dei conflitti scorrono senza sosta sugli schermi, questi versi riportano tutto alla realtà dei gesti quotidiani