La prima Bond girl della storia ha presentato una denuncia in Svizzera per una truffa finanziaria da circa 20 milioni di euro. L’attrice, 89 anni, accusa il suo ex gestore patrimoniale Eric Freymond di aver manipolato i suoi risparmi per otto anni attraverso investimenti opachi e acquisti illeciti di opere d'arte. Nonostante il suicidio del gestore nel 2025, le indagini proseguono per individuare eventuali complici. "Hanno distrutto la mia serenità", ha dichiarato l'icona del cinema
L’icona che emerse dalle acque della Giamaica nel 1962, consacrando il mito di Honey Rider e di James Bond, sta vivendo oggi uno dei capitoli più bui della sua vita. Ursula Andress, 89 anni, ha denunciato una truffa finanziaria colossale: un buco da circa 18 milioni di franchi svizzeri (quasi 20 milioni di euro) che sarebbe stato creato dal suo ex gestore patrimoniale, il ginevrino Eric Freymond. La notizia è stata riportata dal quotidiano elvetico Blick.
Otto anni di manipolazioni e bugie
Secondo quanto ricostruito, Freymond – deceduto suicida nel luglio 2025 dopo aver ammesso alcune responsabilità – avrebbe investito i capitali dell’attrice in titoli privi di valore reale, all'insaputa della stessa Andress. Una parte consistente del patrimonio sarebbe stata utilizzata per l'acquisto di opere d'arte intestate alla moglie del gestore, beni di cui oggi si ignora l'esatta collocazione. "Sono stata scelta deliberatamente come vittima", ha dichiarato l'attrice con amarezza. "Per otto anni sono stata adulata e manipolata. Hanno mentito senza scrupoli, sfruttando la mia fiducia in modo perfido e criminale".
Un sistema di ombre e complicità
La vicenda non sembra isolata. Freymond era già finito al centro di una disputa legale con Nicolas Puech, erede della maison Hermès, per accuse simili di appropriazione indebita. Nonostante la morte del principale indagato, le autorità svizzere continuano a indagare: perquisizioni sono state effettuate negli uffici di un avvocato e di un notaio nel Canton Vaud che avrebbero collaborato con il gestore. L'obiettivo del management di Andress è chiaro: accertare ogni responsabilità penale e civile di eventuali complici ancora in vita. L'attrice ha raccontato di soffrire di insonnia, crisi d'ansia e rabbia, parlando di un profondo senso di impotenza. "Speravo di vivere serenamente gli ultimi anni della mia vita", ha detto. “Invece sono stata ignobilmente truffata. Sto molto male e spero che i responsabili vengano puniti con la massima severità”.