Chi è Caterina Licini, ex ballerina di Amici e nuova fidanzata di Cesare Cremonini
SpettacoloI due, sorpresi per la prima volta insieme un anno fa a Cortina d'Ampezzo, hanno ufficializzato - senza clamori - la relazione. La ballerina compare infatti nelle foto che il cantante ha scatto durante il suo viaggio negli USA
Cesare Cremoni e Caterina Licini sono una coppia. Ufficialmente. La conferma è arrivata senza annunci, e senza clamori: l'ex ballerina di Amici è comparsa nelle foto del viaggio in USA postate dal cantante su Instagram.
Chi è Caterina Licini
Ex ballerina classica, Caterina Licini è oggi una copywriter, appassionata di moto (grazie al papà) e col sogno di diventare surfista. Vista nel talent show Amici di Maria de Filippi, è nata a Padova nel 1993, e si è trasferita giovanissima a Roma per tentare la fortuna nel mondo dell'arte. Dopo quella prima avventura in tv, tuttavia, ha lasciato la danza per dedicarsi alle sue passioni. La moto, il surf e lo sci.
Il viaggio di Cesare Cremonini (e le critiche all'America)
Il debutto di Caterina Licini sui profili social di Cesare Cremonini è avvenuto durante il viaggio on the road negli Stati Uniti, da Miami a Los Angeles.
"È stato il mio terzo lungo viaggio negli USA, da costa a costa, su strada. Miami alleggerisce la tensione prima dei chilometri, poi arrivano New Orleans e il jazz, Houston grande come le galassie che studia, Austin con gli stivali da cowboy, Las Vegas, El Paso e il suono del muro, Big Sur, Monterey, Carmel, Los Angeles": così il cantante ha descritto su Instagram il suo viaggio. "Un Paese attraversato in orizzontale che resta insieme non per accordo o somiglianza, ma per quella pezza di stoffa colorata che, seppur sgualcita, sventola nel vento che cambia, mentre lei no. La vedi appesa alle porte di comunità isolate e stanche, nei quartieri dimenticati e violenti, così come sui grattacieli delle banche o sui tetti degli stadi più spettacolari del mondo".
Cremonini, poi, non risparmia critiche agli Stati Uniti. Anzi. Lo definisce "un Paese che invade la storia, i valori, il linguaggio quotidiano, ma che qui in pochi sembrano davvero mettere in discussione. The show must go on, anche se é la guerra. Anzi, la sua forza sta in questo: rendere normale l’impossibile, creare una propaganda che non si distingue più dalla cultura popolare. Una partita di football é lo sponsor delle forze armate impegnate al fronte. Hollywood la voce pulita delle coscienze. Le strade che attraversano parchi naturali immensi e intatti portano sempre allo stesso punto: un grattacielo di una banca che domina ogni città, grande o piccola che sia, al centro di downtown diseguali, arroganti o marginali. Il denaro non è un mezzo: è una morale. E nei fatti, una teologia. Attraversare gli Stati Uniti oggi è necessario per capire il modello di potere che esporta, normalizza e difende con orgoglio. Ne facciamo parte e sì, ci rappresenta. Ma anche per capire quanto poco peso abbiano, in questo schema, le nostre parole, i nostri editoriali se di poco spessore, l’indignazione europea, convinta di contare più di quanto faccia davvero".