Teatro alla Scala, il dietro le quinte della Prima di Boris Godunov. VIDEO

Spettacolo

Chiara Ribichini

@Brescia - Amisano

I cambi di scena e di costumi, il riscaldamento della voce prima di entrare. La frenesia e la tensione di salire sul palco per lo spettacolo più atteso al mondo. Ecco il backstage delle prove generali dell’opera di Musorgskij  che inaugurerà la stagione del Piermarini il prossimo 7 dicembre con la direzione di Riccardo Chailly e la regia di Kasper Holten. Protagonista Ildar Abdrazakov

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Un assassino senza rimorso ma anche senza scampo. Ecco Ildar Abdrazakov pronto a fare il suo ingresso nei panni di Boris Godunov, il protagonista dell’omonimo capolavoro di Musorgskij che inaugura la stagione del Teatro alla Scala di Milano con la direzione di Riccardo Chailly e la regia di Kasper Holten. Un’opera russa, la cui scelta ha suscitato diverse polemiche per la guerra in corso in Ucraina, che ripercorre in realtà la parabola di uno zar sanguinario denunciando le terribili conseguenze e la disperazione a cui può portare la cieca sete di potere.

Senso di colpa e ricerca della verità

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Alla sua sesta prima al Teatro alla Scala il basso russo Ildar Abdrazakov, tra i più grandi interpreti al mondo, scalda la voce. Lo seguiamo dietro le quinte delle prove generali fino alla sua entrata per la scena dell’incoronazione. Sullo sfondo il portale dorato del Cremlino. Un folle scampanio suggerisce il dramma al centro dell’opera. Quello di un uomo cinico che resta vittima dei suoi fantasmi e delle sue ossessioni.

Una tragedia senza catarsi che ha come protagonista la colpa individuale ma anche la ricerca della verità rappresentata dal fiume di carta e di parole che scorrono sul palco. Sarà il monaco Pimen, una sorta di cronista a far luce sull’omicidio del legittimo erede al trono ordinato da Boris Godunov.

Un'opera moderna, una storia attuale

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Imponente la presenza del coro, del popolo, che seguiamo nei movimenti e nei cambi di costumi.

La musica graffiante e moderna che stride volutamente con lo splendore di un allestimento che gioca sui colori dell’oro, del bianco e del nero, ricrea l’atmosfera cupa di tempi oscuri tanto attuali.

“Cosa ci insegna il capolavoro di Musorgskij? Ci permette di capire quanto sia importante che il potere non si concentri nella mani di una sola persona. Abbiamo bisogno di democrazia e di libertà di parola” sottolinea il regista Kasper Holten a Sky Tg24.

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