Danza, Alessandra Ferri torna in scena con "L’Heure Exquise" di Maurice Béjart

Spettacolo
Foto: Silvia Lelli

L'étoile è al Piccolo Teatro Strehler di Milano (da stasera fino al 22) con lo spettacolo, creato nel 1998 dal celebre coreografo su Oh, les beaux jours (Giorni felici) di Samuel Beckett, con cui celebra i 40 anni di carriera

Con L’Heure Exquise, basato su Oh, les beaux jours (Giorni felici), uno dei momenti più alti del teatro di Samuel Beckett, Alessandra Ferri celebra i quarant’anni di carriera (nel video in alto l'intervista a Sky Tg24 realizzata a Torino lo scorso settembre)  interpretando Winnie – la ballerina “âgée” immaginata nel 1998 da Maurice Béjart – che, nella sua malinconica solitudine, vive nei gioiosi ricordi di giorni felici.  

Willy, impersonato da Thomas Whitehead, è un ex-partner di Lei, sommersa qui non dalla famosa collina di sabbia, bensì da una montagna di vecchie scarpette da punta.

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Winnie è un altro personaggio femminile per Alessandra Ferri, dopo Virginia Woolf, Eleonora Duse e Léa di Chéri, tutte donne eccezionali che appartengono a questo capitolo della sua vita. Scrive Béjart: «Tutti i grandi musicisti hanno fatto delle “variazioni” su un tema di un altro grande… Io mi sono permesso di lavorare su una pièce tra le più importanti del ventunesimo secolo. In verità non si tratta di un adattamento danzato, ma di un lavoro di composizione fedele allo spirito dell’autore e tuttavia nel contesto di una creatività puramente astratta e coreografica. La musica è un montaggio su temi di Webern, in primo luogo, ma anche di Mahler e Mozart. I pochi testi sono le parole pronunciate da una ballerina nel momento della danza o del riposo. Infine, il Silenzio: l’elemento principe di questa liturgia».

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Scrive Alessandra Ferri: «Nel 2021 sono quarant’anni da quando sono entrata al Royal Ballet a Londra iniziando così il mio viaggio artistico. Per celebrare e festeggiare con il pubblico questo traguardo, cercavo un ruolo significativo, mai interpretato, giusto ed emozionante per l’artista che sono ora. Riordinando il mio archivio ho trovato una pagina che parlava di un lavoro di Maurice Béjart basato su uno straordinario testo di Samuel Beckett: “Giorni felici”. Un caso? Mi piace pensare piuttosto a un “segno”, una concatenazione di date, anniversari, emozioni: ho scoperto che nel 2021 saranno sessant’anni da quando Beckett scrisse il famoso play. Il ruolo della protagonista, immaginato da Béjart nel 1998 per Carla Fracci è assolutamente fantastico, la sua Winnie è una ballerina “âgée” che, nella sua malinconica solitudine, vive nei gioiosi ricordi dei suoi giorni felici. Il suo Willy, all’epoca interpretato da Micha van Hoecke, è un suo ex-partner e la famosa collina di sabbia che la sommerge è una montagna di vecchie scarpette da punta. Dopo la creazione a Torino il balletto è stato rappresentato raramente, proprio perché ha bisogno di due interpreti che sappiano essere, come erano Carla e Micha, ballerini/attori con un lungo vissuto artistico. Non ho avuto dubbi, ho sentito che era quello il ruolo che cercavo. Per me un altro personaggio femminile, come sono state Virginia Woolf, Eleonora Duse e la Léa di Chéri, donne straordinarie che appartengono a questo secondo capitolo della mia vita».

La tournée

 

Lo spettacolo che ha debuttato in prima assoluta il 4 giugno 2021 al Ravenna Festival ed è successivamente andato in scena a Torinodanza, al Baden Baden Festival, al Linbury Theatre@Royal Opera House, all’Opera Garnier Monte-Carlo, torna in scena in Italia dal 14 aprile al 12 maggio 2022, facendo tappa al Teatro Grande di Brescia (14 aprile), al Piccolo Teatro Strehler di Milano (20-22 aprile), al Teatro Sociale di Trento (27 aprile), al Teatro Verdi di Padova (4-5 maggio), al Teatro Mario Del Monaco di Treviso (7-8 maggio), al Teatro Goldoni di Venezia (11-12 maggio).

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