George Clooney sulla morte di Brandon Lee e l’incidente di Rust:“Controllo sempre le armi"

Spettacolo

Camilla Sernagiotto

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L'attore ha parlato del suo rapporto con le armi sul set, da dopo la morte del collega e amico sul set de “Il corvo” fino al recente incidente che è costato la vita ad Halyna Hutchins, la direttrice della fotografia del film con Alec Baldwin. “Ora ogni volta che mi danno un’arma sul set la controllo, la apro, la mostro sempre alla persona a cui la sto puntando e la mostro alla troupe”, ha affermato il divo durante un'intervista rilasciata al podcast WTF with Marc Maron

George Clooney ha commentato la morte di Brandon Lee e l’incidente fatale sul set del film Rust, parlando del suo rapporto con le armi sul set.

Rapporto che è cambiato sia dopo la tragica fine di Lee durante le riprese de Il corvo sia ora, a seguito dei colpi di pistola esplosi da Alec Baldwin che sono costati la vita ad Halyna Hutchins, la direttrice della fotografia del film di cui il famoso attore era protagonista e anche produttore.

“Ora ogni volta che mi danno un’arma sul set la controllo, la apro, la mostro sempre alla persona a cui la sto puntando e la mostro alla troupe”, ha affermato il divo durante un'intervista rilasciata al podcast WTF with Marc Maron.

Si è poi soffermato su una figura importantissima delle produzioni hollywoodiane e cinematografiche in generale, fino a oggi ancora poco conosciuta e invece adesso tristemente celebre, proprio a seguito dei fatti accaduti sul set di Rust: l'addetto alle armi.

“Dopo ogni singola ripresa, quando hai finito, devi riconsegnare l’arma all’addetto alle armi”, ha spiegato Clooney. “La persona che ti consegna la pistola, responsabile per essa, è l’addetto alle armi”, ha sottolineato.

“Dopo la morte di Brandon lo fanno tutti e spero che anche Alec Baldwin lo abbia fatto”.
Le indagini per chiarire la dinamica dell’incidente in cui è morta Halyna Hutchins sono ancora in corso.

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La carriera di George Clooney tocca quasi il mezzo secolo, quindi questo attore ha parecchia esperienza a livello di cose che accadono sui set, tra un ciak e l’altro.

“Sono stato sui set per 40 anni e la persona che ti consegna la pistola, che è responsabile per essa, è l’addetto alle armi o l’oggetto di scena. Ero amico di un attore che si chiamava John-Erik Hexum, che si è sparato in testa in maniera accidentale con una pistola a salve ed è morto dopo pochi giorni. E poi ero un grande amico di Brandon Lee. Mio cugino Miguel Ferrer sarebbe stato il suo testimone di nozze proprio la settimana successiva alla sua morte. Io e Brandon giocavamo a pallone insieme e ci vedevamo all’Hollywood YMCA tre giorni alla settimana. Eravamo amici, e quello doveva essere il ruolo della vita per lui"”, ha raccontato ai microfoni di WTF with Marc Maron.

Ricordiamo che Brendon Lee è morto il 31 marzo del 1993 all’età di 28 anni in circostanze simili a quelle riscontrate sul set di Rust, ossia per un'arma di scena che non era caricata a salve ma con proiettili veri.
Il colpo fatale per l'attore è stato esploso sul set una settimana prima della fine delle riprese de Il corvo.

La critica di Clooney nei confronti delle produzioni cinematografiche

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George Clooney ha espresso anche una sua personale critica nei confronti del settore, biasimando il fatto che si stia riscontrando una tendenza a fare economia su queste cose che in realtà sono importantissime, di importanza vitale, in senso letterale. Si tenderebbe forse a fare economia sugli addetti alle armi, ingaggiando persone poco esperte per poterle pagare meno.

"È esasperante che si sia arrivati al punto in cui si faccia economia su queste cose... Ora, non voglio assolutamente dire che sia stata una cosa voluta. È stato un terribile incidente. Ma probabilmente una persona di 24 anni con poca esperienza non dovrebbe essere a capo del dipartimento delle armi”, ha affermato la star.

L'addetta alle armi sul set di Rust

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A fine ottobre 2021, Hannah Gutierrez Reed, l’addetta alle armi sul set di Rust, ha rilasciato la sua prima dichiarazione ufficiale.

L'ha fatto attraverso una missiva rilasciata tramite i suoi legali in cui, innanzitutto, ha voluto esprimere la vicinanza alla famiglia della vittima.

 

Inoltre ha aperto la strada proprio a quanto affermato dallo stesso George Clooney, in relazione alla tendenza delle produzioni cinematografiche a fare economia.

L’armaiola ha dichiarato di non avere idea della provenienza delle pallottole con cui l’arma è stata caricata e ha affermato di essere stata obbligata a ricoprire due mansioni differenti, senza che si presentassero le condizioni ideali per eseguirle al meglio.

Avrebbe inoltre chiesto alla produzione più tempo per addestrare gli attori e gli stuntman e per occuparsi delle armi di scena ma, secondo quanto riporta la sua dichiarazione ufficiale, non le sarebbe stato concesso.


Nel frattempo le autorità competenti stanno procedendo con le indagini. Secondo quello che riporta la stampa statunitense, sarebbero propensi a pensare che la pallottola estratta dalla spalla del regista del film, Joel Souza (anche lui coinvolto nell'incidente da cui ha riportato gravi ferite), sia il medesimo che ha causato la morte di Halyna Hutchins. Per ora nessuna causa formale è stata ancora fatta.

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