L'addio a Piera Degli Esposti, la camera ardente e i funerali in Campidoglio

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Italian film actress Piera degli Esposti, Roma, Italy, 10th April 1996. (Photo by Leonardo Cendamo/Getty Images)

Si è spenta il 14 agosto all'ospedale Santo Spirito di Roma, dove era ricoverata dal primo giugno per complicazioni polmonari. La camera ardente aprirà in Campidoglio martedì 17 e il 18 sempre in Campidoglio ci sarà la commemorazione funebre

Lascia un vuoto immenso e non solo nel mondo del teatro, del cinema, della tv, della letteratura e dello spettacolo, ma nel cuore di chi l'ha conosciuta e amata. La camera ardente per Piera Degli Esposti aprirà in Campidoglio martedì 17 agosto dalle 18 alle 22 in Sala della Protomoteca. Il 18 agosto sempre in Campidoglio ci sarà la commemorazione funebre alle ore 11. L'attrice è morta ieri a Roma all'ospedale Santo Spirito dove era ricoverata dal primo giugno.

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Nata a Bologna il 12 marzo del 1938, Piera viene dal teatro d'avanguardia degli anni '60 e sono maestri come Antonio Calenda, Aldo Trionfo, Giancarlo Cobelli, a consegnarle le chiavi del teatro classico e moderno, tra Shakespeare e Giraudoux, Gombrowicz e D'Annunzio tra lo stabile dell'Aquila e il Teatro dei 101 dove incrocia giovani colleghi come Nando Gazzolo e Gigi Proietti. Quasi in contemporanea il suo vulcanico talento sbarca anche in televisione con l'originale televisivo "Il conte di Montecristo" diretto del 1966 da Edmo Fenoglio con Andrea Giordana che diventa il beniamino del pubblico della Rai. Un anno dopo è Gianfranco Mingozzi a farla debuttare al cinema con "Trio", mentre nel '68 compone insieme a Tino Buazzelli, Wanda Osiris, Fraco Parenti, Mario Pisu, il colorito cast del "Circolo Pickwick che Ugo Gregoretti dirige in sei puntate televisive. Da allora la carriera di Piera non conoscerà soste, sempre equamente divisa tra la scena e il set, con una sete inesauribile per sfide ogni volta più complesse. La sua preparazione tecnica è fuori discussione, ma è il calore, il piacere dell'improvvisazione, la sensibilità nell'usare la voce con cadenze diverse, compresa la parlata nativa, a fare la differenza. Apparirà in una cinquantina di film, una ventina di sceneggiati, sarà protagonista a teatro per 50 anni buoni e ovunque porterà una freschezza, un sorriso, una professionalità assolutamente unici. La amano i fratelli Taviani ("Sotto il segno dello scorpione") e Pier Paolo Pasolini ("Medea"), Gianfranco Mingozzi e Lina Wertmuller (tra i suoi più grandi amici e complici), Giuseppe Tornatore ("La sconosciuta") e Marco Bellocchio ("L'ora di religione" che le valse il primo di tre David di Donatello), fino a Nanni Moretti ("Sogni d'oro") e Paolo Sorrentino ("Il divo") in cui impersona la mitica e impassibile segretaria di Giulio Andreotti in una delle sue caratterizzazioni più celebri. In tv come non ricordarla nei panni della badessa dei "Promessi sposi" di Salvatore Nocita o in quelli di Clelia in "Tutti pazzi per amore" di Ivan Cotroneo.

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