Enrica Bonaccorti non è stata solo conduttrice, attrice e volto televisivo: a 15 anni riempiva un diario di pensieri e confessioni legati a un amore adolescenziale in Sardegna. Anni dopo, quelle parole sarebbero diventate la base de La lontananza, uno dei brani più celebri di Domenico Modugno. Un incontro nato a teatro trasformò appunti privati in una canzone destinata a durare
Scomparsa oggi a 76 anni, Enrica Bonaccorti ha attraversato con naturalezza radio, televisione, teatro e cinema. Ma c’era un aspetto della sua personalità forse meno noto: la scrittura. Proprio da quella sensibilità nacque uno dei brani più intensi del repertorio di Domenico Modugno, La lontananza.
L’ispirazione non arrivò da un tavolo di lavoro, ma dalle pagine di un diario: la giovane Bonaccorti, quindicenne appena trasferita dalla Liguria alla Sardegna, annotava malinconie, timori e le prime emozioni amorose. Pensieri intimi, custoditi senza immaginare che un giorno avrebbero trovato una voce e sarebbero diventati musica.
L’incontro con Modugno che cambiò il destino di quelle parole
Anni dopo, durante una commedia al Teatro de’ Servi di Roma, la giovane attrice incontrò Domenico Modugno. In tournée, il cantautore le fece ascoltare l’abbozzo di una nuova canzone. Bonaccorti, quasi d’istinto, suggerì qualche modifica, attingendo a quelle pagine del vecchio diario adolescenziale.
Modugno ne rimase colpito: quelle frasi dirette, spontanee, avevano una verità che cercava. Le chiese allora di proseguire: «Scrivi tutto il testo». Bonaccorti accettò. In una sola notte, sulle pagine fornite dall’albergo, trasformò emozioni giovanili in versi compiuti.
Da quelle ore febbrili nacque La lontananza, destinata a diventare uno dei brani più amati e rappresentativi del repertorio di Modugno.
L’eredità di un incontro: la vita che diventa musica
La collaborazione tra Enrica Bonaccorti e Domenico Modugno non fu un episodio isolato né un semplice colpo di fortuna. Dopo “La lontananza”, i due misero mano insieme anche al testo di “Amara Terra Mia”, nato da un canto popolare e già passato attraverso una prima versione firmata da Giovanna Marini. Bonaccorti contribuì a rielaborarne le parole, restituendo al brano quella dimensione di dolore e radici che Modugno cercava. È un elemento che racconta bene il loro incontro professionale: lui riconobbe subito in quella giovane attrice una sensibilità linguistica rara, capace di trasformare emozioni private in narrazione universale. E lei, ancora poco più che una ragazza, seppe dare voce a sentimenti che parlavano di nostalgia, partenze, distanze. Oggi, riascoltando quelle canzoni, colpisce come l’intimità di un diario adolescenziale abbia attraversato il tempo fino a diventare parte della memoria collettiva italiana. Una testimonianza di come, a volte, le parole scritte per sé stessi trovino la loro strada molto più lontano di quanto immaginato.
Il testo della canzone
Mi ricordo che il nostro discorso
Fu interrotto da una sirena
Che correva lontana, chissà dove?
Io ebbi paura perché sempre
Quando sento questo suono
Penso a qualcosa di grave
E non mi rendevo conto che per me e per te
Non poteva accadere nulla di più grave
Del nostro lasciarci
Allora, come ora, ci guardavamo
Avremmo voluto rimanere abbracciati ed invece
Con un sorriso ti ho accompagnato per la solita strada
Ti ho baciata come sempre e ti ho detto dolcemente
"La lontananza sai, è come il vento
Spegne i fuochi piccoli
Ma accende quelli grandi, quelli grandi"
La lontananza sai è come il vento
Che fa dimenticare chi non s'ama
È già passato un anno ed è un incendio
Che mi brucia l'anima
Io che credevo d'essere il più forte
Mi sono illuso di dimenticare
E invece sono qui a ricordare
A ricordare te
La lontananza sai è come il vento
Che fa dimenticare chi non s'ama
È già passato un anno ed è un incendio
Che brucia l'anima
Adesso che è passato tanto tempo
Darei la vita per averti accanto
Per rivederti almeno un solo istante
Per dirti, "Perdonami"
Non ho capito niente del tuo bene
Ed ho gettato via inutilmente
L'unica cosa vera della mia vita
L'amore tuo per me
ciao, amore, ciao, non piangere
(Che fa dimenticare chi non s'ama) vedrai che tornerò, te lo prometto, ritornerò
Te lo giuro, amore, ritornerò
(È già passato un anno ed è un incendio) perché ti amo, ti amo, ritornerò
(Che mi brucia l'anima) ciao, amore, ciao, ti amo
Io che credevo d'essere il più forte
Mi sono illuso di dimenticare
Invece sono qui a ricordare
A ricordare te