Achille Lauro, lo sfogo sui social: "Mi danno dell’omofobo e del pagliaccio, adesso basta"

Spettacolo

Camilla Sernagiotto

©Getty

Il cantante si è sfogato postando un lungo messaggio sulla sua pagina di Facebook che parte da "un commento riferito alla solidarietà su lavoratori dello spettacolo", come scrive l'artista. "Mi hanno dato dell’omofobo", continua, sottolineando poi come siano passati a connotarlo esattamente con il contrario di ciò che gli attribuivano fino a poco tempo fa, sostenendo che fosse omosessuale

Achille Lauro ha condiviso sulla propria pagina ufficiale di Facebook un lungo post in cui si sfoga, lamentandosi delle critiche e degli attacchi di chi lo umilia "pensando che sia un pagliaccio che si mette in mostra", come ha scritto l'artista.


"Non parlo tanto, non metto la mia vita privata in piazza sui social. Non mi interessa e quando è successo non mi è piaciuto farlo, tuttavia in questi giorni di forte polemica ho capito che in alcuni momenti, invece, dovrei farlo. L’ho capito quando mi hanno detto che il trucco è solamente appropriarsi di qualcosa che non mi appartiene. Ma il trucco non è solo trucco, è il mondo dove voglio portare le persone, è la mia volontà espressiva, è il colore e il vestito delle parole. L’ho capito quando mi hanno umiliato pensando che io sia un pagliaccio che si mette in mostra", con queste parole incomincia la lunga didascalia che correda una foto che ritrae l'artista in una gabbia.

Il testo è protagonista tanto quanto l'immagine: Lauro si sente ingabbiato dentro un'etichetta che gli propinano gli altri. Sia la foto di lui nella gabbia sia le parole a corredo ben esprimono questo senso claustrofobico che caratterizza in questi giorni il cantante. E il riferimento all'immaginario del circo (la gabbia del leone, il pagliaccio, il trucco) è evidente.

Non parlo tanto, non metto la mia vita privata in piazza sui social. Non mi interessa e quando è successo non mi è...

Pubblicato da Achille Lauro su Giovedì 6 maggio 2021

Un riferimento a Pio e Amedeo? O a Renato Zero?

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Tra le righe del suo sfogo e in particolare nelle parole "in questi giorni di forte polemica" alcuni vedrebbero un messaggio a Pio e Amedeo, dato che il post segue il "caso" mediatico scoppiato dopo il monologo dei due comici sul politicamente corretto nell'ultima puntata di Felicissima Sera (show a cui lo stesso Lauro ha partecipato, cantando Rolls Royce trasformata per l'occasione in Fiat Punto).

Il duo è stato fortemente criticato per aver trattato la delicata tematica del politically correct (oggi più sentito che mai) alla "loro maniera", non gradita a molti.
Tuttavia i nomi di Pio e Amedeo non compaiono nel post di Achille Lauro e c'è chi vedrebbe piuttosto un'allusione ad alcune dichiarazioni di Renato Zero (anche lui non citato da Lauro, si tratta soltanto di interpretazioni nate in rete da parte dei fan).


Lo scorso settembre Renato Zero si era espresso in questo modo circa i parallelismi tra lui e Achille Lauro: "Con le piume e le pailettes non giocavo certo a fare il clown della situazione ma cercavo di attirare l'attenzione su di me per permettere alle mie canzoni, che trattavano argomenti delicati e pesanti, di fare breccia".

La musica di Lauro che non è "solo musica" ma diventa spettacolo

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Il post di Achille Lauro continua focalizzandosi sulla sua identità musicale e soprattutto sul suo modo di fare musica, una maniera che rende la musica non "solo" musica ma spettacolo a 360°.

"Nella mia interpretazione artistica la musica non è solo musica. È spettacolo, è uno stato d’animo, è un ideale, è libertà estrema, è il rifiuto nei confronti di coloro che credevano che io non fossi libero, o non fossi all’altezza, è conseguenza di anni di umiliazioni e vergogna. L’ho capito quando per un commento riferito alla solidarietà su lavoratori dello spettacolo mi hanno dato dell’omofobo, dopo anni che mi danno del 'f**cio' pensando di offendermi! Da anni investo denaro, tempo e impegno per la tutela dei diritti umani, per i diritti delle persone abbandonate nelle carceri, per aiutare i bambini negli ospedali, per i ragazzi nelle comunità, per chi non ha una casa, per coloro che sono rimasti senza lavoro, per chiunque abbia bisogno di aiuto e per essere artefice e partecipe, nel mio piccolo, di una rivoluzione per cui la condizione sociale, culturale e umana delle classi deboli e discriminate possa cambiare definitivamente", continua Achille Lauro.

Il suo sfogo si chiude ricordando che il suo impegno sociale, quello a livello filantropico, lo caratterizza da molto tempo, ben prima di diventare la star che è oggi.

"Per chi non mi conosce ci tengo a ricordare che lo faccio da quando non avevo una lira, perché sono cresciuto tra gli emarginati e i reietti, perché so che vuol dire sentirsi diverso, mai compreso, solo. Quando per il mondo non sei nessuno.
Mia madre mi ha educato insegnandomi che aiutare gli altri è una priorità e per chi ne ha la possibilità è un dovere. Attenzione perchè la realtà non è solo quella che vedete su giornali e tv, e dietro quelle storie, molto spesso, ci sono vite vere fatte di sofferenza, valori e battaglie", conclude l'artista su Facebook.

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