“Coprifuoco? Per noi una condanna a morte”: appelli dal mondo dello spettacolo

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Con l’imminente rientro di molte regioni in zona gialla, da lunedì 26 aprile, anche cinema, teatri ed eventi dal vivo si preparano a riaprire, seppur con limitazioni e capienza ridotta. Fa discutere la scelta del governo di mantenere in vigore il divieto di circolazione dalle 22 alle 5 che, secondo molti addetti ai lavori, non permetterà al comparto di risollevarsi del tutto. Gianmarco Mazzi, amministratore e direttore artistico dell'Arena di Verona: "È una decisione illogica"

Con l’imminente rientro in zona gialla di molte regioni da lunedì 26 aprile, riparte anche uno dei settori più colpiti dalla pandemia da coronavirus. Il mondo dello spettacolo si prepara a riaprire, anche se parzialmente, tra capienze ridotte (500 spettatori al chiuso e mille all’aperto) e prenotazione obbligatoria. Fa ancora discutere però la scelta del governo di mantenere il coprifuoco dalle 22 alle 5, decisione che secondo molti addetti ai lavori non permetterà al comparto di risollevarsi pienamente.

“Coprifuoco è una sentenza di morte”

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Non usa mezzi termini Gianmarco Mazzi, amministratore e direttore dell’Arena di Verona. "Se non sarà prevista una deroga, il coprifuoco alle 22 come stabilito dal governo è una sentenza di morte per il mondo dello spettacolo dal vivo. Una decisione illogica, abbiano allora il coraggio di dirci che le arene devono rimanere chiuse. "Non hanno riflettuto, spero ci rimettano mano e testa. Stavolta non rimarremo in silenzio". L'Arena di Verona aveva annunciato nei giorni scorsi di essere pronta a ripartire in sicurezza fino a 6mila presenze. 

Biglietto come autocertificazione

"Faccio una proposta: che il biglietto di un concerto, con data, nominativo, orario di inizio e di fine dell'evento possa valere come autocertificazione per tornare a casa dopo la fine dello spettacolo. Se vogliamo far riprendere il settore dobbiamo trovare il modo di lavorare. non c'è base logica, non c'è stato approfondimento da parte dei tecnici", ha poi proposto Mazzi.

La posizione di Lina Sastri

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Mazzi non è l’unico nome nel mondo dello spettacolo a esprimere perplessità sul mantenimento del coprifuoco. “Sono felice che i teatri riaprano, ma come fanno con questi orari? Chi lavora non può andare a vedere uno spettacolo di pomeriggio e la sera non si farebbe in tempo a rientrare a casa. Nelle arene, nei teatri antichi e all’aperto è difficile organizzare una recita con il sole che tramonta ben dopo le otto di sera”, ha detto ad AdnKronos Lina Sastri, attrice vincitrice di due David di Donatello.

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