Moda, Altaroma tra innovazione tecnologica e artigianato 2.0

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Foto tratta da Instagram
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L'artigianato e le nuove tecnologie i temi di riflessione del talk del secondo giorno dell'edizione digitale di Altaroma, in programma fino a sabato 20 e in onda, con sfilate e altri eventi trasmessi dallo Studio 12 di Cinecittà, sulla piattaforma digitale di Altaroma.

Dall'innovazione tecnologica può nascere l'artigiano 2.0, quello sostenibile e di qualità, che ad esempio trasforma gli scarti della spremuta d'arancia in fibre naturali, utilizzabili nel fashion e in altri settori. Ma una piattaforma digitale può aiutare anche il piccolo artigiano che non ha confidenza con computer e tecnologie ad esporre in una vetrina online i suoi migliori prodotti, per poi venderli in Italia e all'estero. Le nuove tecnologie si spingono anche oltre, fino a portare in scena il reggiseno su misura, quello perfetto per la propria silhouette, che sembra soddisfare molte donne italiane alle prese con reggiseni sbagliati nell'80% dei casi.  E' questo il senso del tema di riflessione del talk del secondo giorno dell'edizione digitale di Altaroma, in programma fino a sabato 20 febbraio, e in onda, con sfilate e altri eventi trasmessi dallo Studio 12 di Cinecittà, sulla piattaforma digitale di Altaroma. Titolo del talk "Dall'artigiano all'artigiano 2.0 – qualità e innovazione come sinergia per il futuro". I protagonisti, intervistati dalla giornalista Chiara Beghelli (Sole 24Ore), sono Marco Credendino, co-founder e ceo di Artemest; Martina Capriotti co-founder di Mirta; Roberto Ferrari founder Design Italy; Enrica Arena founder e ceo di Orange Fiber; Chiara Marconi co founder e ceo di Chitè; Chiara Salvioli founder Pommes de Claire.

 

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"Noi raccogliamo tutto ciò che rimane dopo una spremuta di agrumi - spiega Enrica Arena founder e ceo di Orange Fiber, una realtà nata in Sicilia - per poi trasformarla in una fibra che verrà utilizzata nel fashion. Nelle fiere abbiamo incontrato i rivenditori che ci hanno permesso di capire le esigenze del mercato e cosa dovevamo fare. La fibra dagli scarti degli agrumi è stata realizzata in collaborazione con il Politecnico di Milano. Nel nostro campo, che studia l'evoluzione e le possibilità di materiali alimentari è fondamentale l'aiuto della tecnologia e lo studio dei dati. Solo questo potrà assicurare un futuro all'artigianato 2.0. Il 2020 per noi è stato un anno d'incubazione in cui abbiamo avuto il tempo di raccogliere materiali per investire. Ora stiamo stringendo una collaborazione con un'importante azienda europea con cui lanceremo sul mercato nuovi materiali sostenibili. Noi vogliamo che il mondo cambi utilizzando gli scarti degli alimenti a livello industriale". "Infatti - osserva la moderatrice del talk - sul mercato ci sono già fibre ottenute dal cocco, dall'ananas, dai fichi d'India". Chiara Marconi è co-founder con Federica Tiranti, direttrice creativa, del marchio di lingerie Chitè, trasformato in "su misura" durante il periodo del lockdown. "Per noi il 2020 ha rappresentato una grande opportunità - rivela Chiara Marconi - perché le persone stavano a casa e rispondevano alle nostre newsletter. Abbiamo studiato il reggiseno che rappresenta il capo piu' tecnico della lingerie e abbiamo realizzato che l'80% delle donne usa il reggiseno sbagliato. Un reggiseno giusto ti cambia la vita. Da noi la cliente sceglie tutti gli elementi che compongono il reggiseno, spalline, chiusure, tessuto. Per noi innovazione non è solo e-commerce ma anche la possibilità di mettere in contatto diretto l'acquirente con chi produce".

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