Barcellona, il teatro dell'opera torna in scena con un pubblico di piante

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Il Gran Teatre del Liceu, uno dei più importanti teatri d'opera del mondo riapre in modo insolito, con un pubblico di sole piante in platea

Situato nel cuore antico della città catalana, su La Rambla e costruito nel 1847 per ospitare il Conservatorio di Musica, il Gran Teatre del Liceu (El Liceu per i residenti) è un simbolo di Barcellona, centro culturale e artistico di riferimento. Lo storico teatro ha visto esibirsi sul suo prestigiosissimo palco cantanti lirici di ogni epoca, e l’imponente Salone degli Specchi e la Sala dei Concerti attira ogni anno turisti da tutto il mondo. Quella del Liceu è una lunga storia in parte anche sofferta: l'edificio è stato incendiato nel 1861, nel 1893 al suo interno avvenne un attentato anarchico che causò la morte di venti persone, nel 1936 l'edificio fu espropriato e nazionalizzato. Nel 1994 un altro incendio causò la distruzione della sala principale.

Nei suoi quasi duecento anni di storia ha ospitato eventi come diverse prime di grandi liriche lasciando un segno, segno che lascia anche oggi in tempi di post pandemia (GLI AGGIORNAMENTI - LO SPECIALE). El Liceu infatti, riapre con un concerto "green" per un pubblico di sole piante, in prima fila, a godersi il suggestivo spettacolo non ci sono le più alte cariche pubbliche o le star internazionali che spesso abbiamo visto tra gli spettatori, ma ficus e altre specie verdi. In totale sono circa duemila gli esemplari scelti per questo show, decisamente unico nel suo genere. L'opera "Concerto per il biocene" suonata dal quartetto d'archi Uceli porta la firma dell'artista Eugenio Ampudia e l'intera serata è stata ripresa in diretta online sul sito ufficiale del teatro affinché tutti ne potesse godere. Nessun distanziamento sociale, né mascherine in questo caso, ma la possibilità di vivere quest'esperienza nella propria intimità.  

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A concerto finito, questi meravigliosi doni della natura sono stati regalati a tutti gli operatori sanitari che nei mesi scorsi si sono trovati impegnati nella lotta contro il Coronavirus, un messaggio di gratitudine e speranza. E mentre le piante hanno potuto assorbire le note della musica di Puccini, a noi esseri umani non resta che riflettere sulla nostra condizione, sui recenti fatti che hanno stravolto le nostre vite. L'invito è quello di rispettare la natura che durante la pandemia ha rivendicato i propri spazi e dare la giusta importante a ogni creatura vivente. Come lo stesso artista Ampudia ci ricorda: "Siamo alla fine di un'epoca" e dovremmo prenderne coscienza tutti. Sentirsi più vicini e solidali gli uni con gli altri è l'obiettivo. Anche per il direttore Víctor García de Gomar, il concerto vuole far riflettere sul presente della condizione umana e su come nel periodo di quarantena siamo diventati "un pubblico privato della possibilità di essere pubblico. Quando i due violini gemelli, la viola e il violoncello del quartetto di UceLi suoneranno per il regno vegetale, gli esseri umani diventeranno gli spettatori della loro stessa cronaca sociale". 

 

La Spagna, tra i paesi più colpiti dal Coronavirus in Europa, dimostra di voler ripartire con nuova linfa dalla cultura, dall'arte e dalla musica, ma sopratutto dalla natura che prepotentemente, durante l'emergenza sanitaria, ha chiesto di essere vista e si è ripresa il proprio posto rivendicando la propria importanza. La riorganizzazione degli spazi in città e ovunque, deve avere come obiettivo il rispetto del ciclo biologico del regno vegetale. El Liu, con questa iniziativa, farà da apripista.

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