10 curiosità sul Festival di Sanremo

Spettacolo

Stefania Leo

Da Toto Cutugno, arrivato per sei volte secondo, alla scelta della città ligure come "casa" della manifestazione: ecco alcune cose che non tutti sanno sulla storia della kermesse musicale

Dal 4 all'8 febbraio torna in tv e al Teatro Ariston il Festival di Sanremo. La manifestazione musicale sarà guidata da Amadeus, che ha promesso una conduzione "freestyle" e ha già scatenato molte polemiche. In attesa di scoprire il vincitore della settantesima edizione, ecco alcune curiosità sulla kermesse canora che ogni anno - tra sostenitori e detrattori - tiene incollate milioni di persone al piccolo schermo.

Perché Sanremo si fa a Sanremo

Come racconta Eddy Anselmi nel suo libro "Il Festival di Sanremo" (DeA Planeta Libri), Sanremo è nato nel tentativo di organizzare una competizione canora di carattere nazionale. Ci avevano provato negli anni Venti e Trenta del secolo scorso a Pescara e a Rimini, ma con scarso successo. Poi è arrivata la formula vincente del Casinò di Sanremo: "Il Festival nasce a Sanremo perché la sede della Rai è a Torino, le case editrici musicali sono a Milano e la città rivierasca è un luogo di villeggiatura apprezzato dai benestanti delle città del Nord e un ideale punto d'incontro", spiega lo studioso nel suo libro. Inizialmente il Festival si teneva al Salone delle feste del Casinò di Sanremo, poi nel 1977 approdò al Teatro Ariston, la sua attuale sede.

Il primo "talent" in Italia

Prima della febbre anglosassone per i talent show, l'Italia ha conosciuto questa formula di spettacolo proprio al Festival di Sanremo. Nel 1956 l'allora direttore artistico Giulio Razzi organizza un "Concorso nazionale per voci nuove". Si presentano in 6.446: ne rimangono quindici. Quell'anno vince Franca Raimondi con "Aprite le finestre". Ma, nella storia della manifestazione, quell'edizione resta un flop.

I presentatori

Nel corso delle sue edizioni il Festival di Sanremo ha avuto 48 conduttori. Il primo è stato Nunzio Filogamo, 48enne palermitano con un passato da avvocato. Il record di edizioni resta quello di Pippo Baudo, che ha condotto il suo primo Sanremo nel 1968 e ne ha collezionati tredici; la sua ultima volta all'Ariston da protagonista assoluto è stata nel 2008. Dietro di lui si piazza Mike Bongiorno, con undici presenze da volto del Festival.

Orchestra, non orchestra, playback

L'orchestra è da sempre la punta di diamante del Festival di Sanremo, ma c'è stato un tempo in cui gli strumenti hanno lasciato spazio alle basi e persino all'esibizione in playback. Nel 1955 Claudio Villa, colpito da una forte forma influenzale non si esibisce, mandando in scena al suo posto un grammofono. Nel 1964 Bobby Solo viene squalificato per aver cantato "Una lacrima sul viso" in playback, denunciando una finta laringite. Nel 1976 gli organizzatori eliminano l'orchestra: inizia l'era delle basi musicali. Nel 1984 il playback diventa obbligatorio e solo nel 1990, nell'edizione fuori dall'Ariston, organizzata ad Arma di Taggia, tornano l'orchestra e gli abbinamenti con i cantanti stranieri.

Cantanti? Prima le canzoni

Oggi Sanremo attira l'attenzione soprattutto per gli artisti in gara. Fra big e nuove proposte, c'è sempre molta attesa per le esibizioni sul palco. Ma il Festival non nasce per dare visibilità agli artisti, quanto ai brani. Basti pensare che nella prima edizione del 1951 c'erano 20 canzoni in gara e solo 3 interpreti: Achille Togliani, le gemelle Dina e Delfina Fasano, e la procace ex operaia Nilla Pizzi (poi vincitrice di quell'edizione). Nel corso della storia di Sanremo, i cantanti aumentano e si affermano alcune leggende della musica italiana come Claudio Villa e Domenico Modugno. Gli interpreti vengono poi affiancati da cantanti stranieri (succederà ancora nel '90). Ma nel 1972 si comprende l'importanza dell'artista rispetto alla canzone e si abolisce la regola della doppia esecuzione: ogni canzone in gara avrà una voce sola.

Colpi di scena e invasioni di palco

Il Festival di Sanremo è una vetrina importantissima per chiunque sogni di conquistare anche solo 15 minuti di celebrità. Ne sanno qualcosa le numerose vallette che hanno affiancato i presentatori nella storia del Festival. Ad esempio nel 1966, in pieno regno di Mike Bongiorno, Carla Puccini finge uno svenimento cadendo sul palco. Fiutato l'inganno e sgomberato il palco, il conduttore va avanti con lo show. Ma sono diversi i colpi di scena e di conseguenza i picchi di ascolto. Durante il Festival del 1995, ad esempio, 17 milioni di italiani assistono col fiato sospeso alla minaccia di suicidio di Pino Pagano e al salvataggio di Pippo Baudo. Nel 2018, durante il Sanremo di Claudio Baglioni, Fiorello argina un contestatore salito sul palco per chiedere di essere messo in contatto con il procuratore generale o il sindaco della città. Risolto l'imprevisto, il co-conduttore ricorda come prima "i contestatori andassero sulla balaustra", riferendosi proprio all'episiodio che vide protagonista Pagano.

Largo ai giovani

La più giovane vincitrice del Festival di Sanremo è stata Gigliola Cinquetti. Nel 1964 canta "Non ho l'età (per amarti)". La seconda voce scelta per la canzone era quella di Patricia Carli. In quell'edizione l'età media dei concorrenti è molto bassa. Bobby Solo sta per compiere diciannove anni, Robertino ne ha diciassette e Lily Bobinato sedici, proprio come la futura vincitrice. "La più giovane è l'americana Peggy March che, sia pure per pochi giorni, non ha ancora festeggiato il suo sedicesimo compleanno”, scrive Anselmi. La più giovane partecipante in assoluto nella storia di Sanremo è stata invece la dodicenne Alina Deidda, nel 2003, con la canzone "Un piccolo amore". Da quella edizione, il regolamento del Festival viene modificato, aumentando l'età minima per l'iscrizione a 14 anni.

Eterno secondo

Insieme ad Al Bano, Peppino Di Capri e Milva, Toto Cutugno detiene il record di presenze a Sanremo. Ha partecipato alla manifestazione 15 volte, vincendo solo una volta, nel 1980 con "Solo noi". Ma Cutugno è anche arrivato sei volte secondo.

Celebri sconfitti

Nonostante Sanremo sia il festival della canzone italiana, ci sono molti cantanti celebri che, pur seguitissimi, non hanno mai vinto. È il caso di Lucio Dalla, Zucchero e Vasco Rossi. Il cantautore bolognese ha partecipato cinque volte, suscitando scandalo con le sue parole, come nel caso di "4/3/1943". Zucchero è arrivato sempre al penultimo posto in tutte le edizioni - quattro - a cui ha partecipato. "Vado al massimo" di Vasco Rossi, presentata durante Sanremo 1982, arrivò ultima. Penultima "Vita Spericolata", presentata nel 1983.

La censura

Sanremo ha sempre subito la pressione della censura. Basti pensare che la parola "sesso" viene pronunciata per la prima volta al Festival nel 1978. È "Gianna" di Rino Gaetano a rompere il puritanesimo della kermesse. Nel 1971 Lucio Dalla deve cambiare il titolo della sua "Gesubambino" in "4/3/1943" (data di nascita del cantante) e il verso "E anche adesso che bestemmio e bevo vino, per ladri e puttane sono Gesù Bambino" in "E ancora adesso che gioco a carte e bevo vino, per la gente del porto mi chiamo Gesù Bambino".

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