Cinque cose da sapere su Willem Dafoe, candidato agli Oscar 2019 per il ruolo di Van Gogh

Spettacolo

Andrea Cominetti

Dai primi passi, in un gruppo teatrale d'avanguardia, alla vita salutare, senza carne e con tanto yoga

Dopo aver vinto la Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile all’ultima Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, Willem Dafoe prova a portarsi a casa anche l’Oscar con l’intensa performance di Vincent van Gogh nel film biografico «Van Gogh - Sulla soglia dell’eternità» di Julian Schnabel. Si tratta della quarta nomination agli Academy Awards per l’attore, candidato anche l’anno scorso come non protagonista per «Un sogno chiamato Florida».

La famiglia e l’approccio alla recitazione


Settimo di otto figli nati in una famiglia medio borghese, Dafoe si iscrive all'Università del Wisconsin dove si appassiona al mondo del teatro. Nei primi anni Settanta entra a far parte del gruppo teatrale d'avanguardia Theatre X, con il quale partecipa a delle tournée sia negli Stati Uniti che in Europa. Successivamente, nel 1977, fonda a New York la compagnia teatrale Wooster Group, grazie a cui conosce Elizabeth LeCompte, con la quale avrà un figlio nel 1982, Jack.

La vita privata


Particolarmente riservato, l’attore si è sposato nel 2005 con la regista e attrice italiana Giada Colagrande, che l’ha diretto in un paio di film: «Before it Had a Name», presentato nel 2005 alla Mostra del Cinema di Venezia, e «Una donna - A Woman», presentato anch’esso a Venezia nel 2010. Conosciutisi a Roma, durante le riprese del film «Le avventure acquatiche di Steve Zissou» di Wes Anderson, i due vivono tra la capitale stessa, New York, Los Angeles e hanno entrambi la doppia cittadinanza (italiana e statunitense).

La grande occasione


A livello di carriera, la svolta arriva negli anni Ottanta, precisamente nel 1986, quando Dafoe interpreta il sergente Elias Grodin, protagonista di «Platoon» di Oliver Stone. Nella pellicola, che racconta in maniera molto cruda i terribili fatti accaduti durante la guerra del Vietnam ispirandosi all’esperienza vissuta dallo stesso regista, volontario durante il conflitto tra il 1967 e il 1967, l’attore divide lo schermo con star del calibro di Charlie Sheen (soldato Chris Taylor), Kevin Dillon (soldato Bunny), Forest Whitaker (soldato Big Harold) e Johnny Depp (giovanissimo, nei panni del soldato Gator Lerner).

L’incidente sul set de «L’ultima tentazione di Cristo» 

Successivamente partecipa ad altri film importanti, come «Mississippi Burning - Le radici dell’odio» di Alan Parker e «L’ultima tentazione di Cristo» di Martin Scorsese, in cui interpreta un controverso Gesù. Proprio alla fine delle riprese di questa pellicola, Dafoe si ritrovò per alcuni giorni quasi cieco, a causa dell'eccessivo uso di un collirio che serviva a dilatargli le pupille, conferendogli uno sguardo soprannaturale.

Una vita salutare


Particolarmente salutista, l’interprete di Goblin nella trilogia di «Spider-Man» di Sam Raimi (ruolo che ha rilanciato la sua carriera negli anni Duemila) pratica ashtanga yoga ogni giorno e si rifiuta di mangiare carne «poiché gli allevamenti animali sono una delle principali cause della distruzione del pianeta».

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