Becoming Michelle Obama, diventare una first lady con stile

Spettacolo

Maria Teresa Squillaci

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In libreria l'autobiografia della donna che oltre a essere la first lady più popolare della storia degli Usa ha anche un altro primato: era dai tempi di Jackie Kennedy che la FLOTUS non stringeva un rapporto così stretto con la moda

È di moda Michelle Obama. Perché ha usato anche gli abiti come strumento per le sue battaglie per promuovere la parità di genere, il diritto all’istruzione e la cultura dell’alimentazione sana.

Parla anche di questo la sua autobiografia, "Becoming - La mia storia", libro che racconta come una bambina nata e cresciuta nel ghetto nero di Chicago, figlia di un operaio dell’acquedotto municipale sia arrivata alla Casa Bianca ma anche momenti di vita privata e assoluta normalità di quella che è stata eletta dai sondaggi “la first lady più amata nella storia degli Usa”.

Eletta fin da subito come icona di stile e di eleganza, è stata la prima First Lady americana di colore e la prima discendente di una famiglia di schiavi ad arrivare alla Casa Bianca. È riuscita a non vivere nell’ombra del marito, creando attorno a sé un ampio consenso pari, e forse maggiore, a quello di Barack.

L’immagine della copertina del libro è stata ripresa da un servizio fotografico realizzato all’inizio dell’anno a Washington dal celebre fotografo Miller Mobley, che l’ha immortalata anche per la copertina di Elle. Michelle Obama ha infatti anche un altro primato: era dai tempi di Jackie Kennedy che la FLOTUS (First Lady of the United States) non stringeva un rapporto così stretto con la moda, nazionale e internazionale.

Nancy Reagan arrivò a dare il proprio nome a una gradazione dell’amatissimo rosso, ma Michelle Obama è riuscita a usare, senza mai farsi usare, gli stilisti, gli abiti e gli accessori. È comparsa tre volte sulla copertina di Vogue Usa, mixa con abilità low budget e alta moda, si impegna per promuovere i giovani creativi americani e ha invitato tutti i suoi stilisti alla Casa Bianca, ma mai due volte.

Il suo rapporto privilegiato con la moda si è visto dalla sua prima apparizione in tv ospite di Jay Leno : in total look giallo (suo colore preferito, indossato con un tono più acido anche per il giuramento del marito, nel gennaio 2009) di J.Crew. Era ancora la moglie del candidato presidente Barack Obama: la rivale Sarah Palin spendeva 150.000 dollari in abiti e lei, in blusa di seta con gonna dorata e cardigan diceva alle americane “io vesto come voi: tutte conosciamo e possiamo permetterci J. Crew. E online si possono fare degli ottimi affari”. La rivoluzione era cominciata.

Per tutti i 5 anni alla Casa Bianca, i suoi outfit sono stati oggetto di un fashion blog e Michelle è al centro di un saggio di un professore della New York University, pubblicato sulla Harvard Business Review, titolato: “How this First Lady moves markets”.

A conferma che gli abiti non hanno mai avuto potere come sotto la presidenza degli Obama, Michelle ha organizzato per 150 studenti delle scuole di design un Fashion Education workshop alla Casa Bianca: “Perché moda significa molto di più di un grazioso paio di tacchi – disse nel suo discorso d’apertura – Avere successo nel settore comporta duro lavoro e l’assunzione di rischi”.

Attraverso il modo di vestire l’ex first lady trasmette messaggi di positività e sicurezza: con la sua eclettica scelta di abiti e di designer per le apparizione pubbliche (in casa, sempre jeans), da Gucci a Jason Wu, da Narciso Rodriguez (scelse un suo abito per la prima cerimonia inaugurale) a Tom Ford (per esempio, quando ricevette la regina Elisabetta), fino ai vestiti a grandi fiori che sfoggia  nelle occasioni più casual.

Michelle Obama ha rivoluzionato anche la moda da donna in politica: ha indossato per la prima volta abiti che lasciano scoperte le braccia, ha osato vestiti "difficili" e sperimentali e non  è sempre rimasta fedele agli stilisti americani. Anche ora che non è più first lady, attraverso il modo di vestire trasmette quell’aura di tradizione rivoluzionata e eccezionale normalità che ha contribuito alla sua popolarità negli Usa e nel mondo.

E quando le hanno chiesto come sceglie i vestiti ha risposto: "Come fanno tutti, in base a quello che mi sta bene".

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