Fbi trova le scarpette rubate del Mago di Oz dopo 13 anni

Spettacolo
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Le calzature indossate da Judy Garland sono considerate uno dei pezzi più preziosi del film: dopo 13 anni dal loro furto, sono state ritrovate a Minneapolis

Dopo 13 anni dal furto dal Judy Garland Museum a Grand Rapids, Minnesota, l'Fbi ha ritrovato le scarpette rosse fatte su misura per l'attrice che ha interpretato Dorothy nel film "Il mago di Oz". La scoperta segna la fine delle indagini, durate anni, e degli intrighi che hanno circondato i preziosi oggetti collegati al lungometraggio.

Le indagini

Le scarpette sono state ritrovate durante una operazione sotto copertura svolta a Minneapolis. Come riferisce il Guardian, l'Fbi ha rivelato di aver seguito una pista intercettata nell'estate del 2017, quando un individuo ha contattato la compagnia che aveva assicurato le scarpe, sostenendo di avere informazioni circa gli oggetti e come avrebbero potuto riaverli indietro. L'estorsione è stata subito riportata alle autorità, che si sono messe al lavoro.

Il ritrovamento

L'agente Christopher Dudley, che ha guidato le indagini, ha spiegato che l'obiettivo era ritrovare le scarpette integre, aggiungendo che molti sospetti coinvolti nel primo furto del 2005 e nella successiva estorsione sono stati modificati, ma che molto lavoro resta ancora da fare per assicurare alla giustizia tutti i colpevoli.

Il furto

Le scarpette rosse di Dorothy, indossate da Judy Garland nel film "Il mago di Oz", furono rubate dal museo di Grand Rapids nell'agosto 2005, durante un'esposizione di memorabilia collegate al film, di proprietà di Michael Shaw. Il furto fu in qualche modo inconsapevolmente facilitato dalla decisione presa da Shaw di non usufruire della cassaforte del museo, affidandosi al solo sistema di allarme della struttura. La scelta fu guidata dalla volontà di Shaw di non far maneggiare troppo le scarpe. La teca che le conteneva fu trovata in frantumi, senza alcuna traccia delle calzature: l'allarme non era scattato comunicando con le autorità, così come era stato programmato. Le stesse offrirono inizialmente una ricompensa di 250.000 dollari, poi portata a un milione da un anonimo donatore, in cambio del nome del ladro. Nel 2013 il museo assunse un investigatore privato per lavorare al caso, ma alla fine a spuntarla fu l'Fbi.

Un oggetto mitologico

Ma quelle rubate dal museo di Grand Rapids non furono le uniche scarpette indossate da Garland nel film. Furono create sette paia, che per molto tempo sono appartenute per lo più a Kent Warner, un eccentrico appassionato di cinema, collezionista di memorabilia legate a classici del grande schermo. Acquisì le scarpette dopo esser stato incaricato di preparare un'asta con le proprietà della MGM. Disse allo studio che c'era un solo paio, presentando quest'ultimo alla casa d'aste, prima di riempire una borsa con le altre scarpe e lasciare lo stabile. Warner è morto nel 1984, cercando di vendere la maggior parte delle scarpe prima della sua morte. Fino ad allora un fitto mistero aveva circondato i cimeli, tanto da dar vita a un documentario, "The Slippers", girato da Morgan White. Un paio di queste scarpette è esposto allo Smithsonian’s national museum of natural history di Washington, che recentemente ha lanciato una campagna sulla piattaforma di crowdfunding Kickstarter, per salvare le calzature del 1939 dal deterioramento.

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