A Milano in oltre 6mila per Liberato, la star misteriosa

Spettacolo
Liberato nel suo recente concerto a Napoli (ansa)
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L’artista, che non svela il suo volto e la sua identità, si è esibito gratuitamente il 9 giugno, nel quartiere Barona. Il musicista napoletano ha infiammato il pubblico con il suo sound che intreccia neomelodico, R&B, hip-hop e dance

Liberato, il fantomatico artista napoletano emerso nel 2017 (CHI E') con le canzoni 'Nove maggio' e 'Tu t'e scurdat' 'e me', è arrivato ieri, 9 giugno, a Milano, per un concerto gratuito che ha radunato 6mila persone in piazzale Donne Partigiane, nel quartiere Barona. L'evento del rapper senza volto era molto atteso e le prenotazioni sono andate esaurite in poco tempo, dopo che lo scorso 9 maggio lo stesso Liberato aveva richiamato circa 20mila persone sul lungomare Caracciolo di Napoli. Nell'esibizione milanese, protagonisti i versi anglo-napoletani che intrecciano neomelodico, R&B, hip-hop e dance con forti eredità liriche della canzone partenopea. 

Il sound con il calar del buio

L'artista ha aspettato che calasse il buio per comparire davanti al pubblico e non ha tradito le attese. Dopo il dj-set di Bawrut, sono partiti veri e propri cori da stadio per l'idolo incappucciato, simbolo di una Napoli nuova. Il tutto ruota intorno all'enigma dell'identità del cantante, paragonato a Daft Punk, alla scrittrice Elena Ferrante e all’artista Banksy. Ma al di là del carisma maturato tra campagne marketing, e al di là dei tam tam social, in 47 minuti di show, Liberato ha dimostrato, anche nel live di Milano, solide basi musicali. Nel programma sei canzoni - piccoli fenomeni da 40 milioni di visualizzazioni - che se non hanno lasciato traccia nelle classifiche, hanno creato un seguito forte. 

Con lui altri due artisti incappucciati

A introdurre e accompagnare l'artista misterioso con i loro drum pad, sono stati due 'cloni', ugualmente incappucciati e coperti da un fazzoletto sul volto. Le percussioni elettroniche, così come le basi rimodellate live e gli inserti tastieristici di Liberato, hanno allargato i pezzi, mutandoli senza trasfigurarli. Poche parole per il pubblico presente ("Ué milané") e tanti gesti per incitarlo. Liberato si è buttato nel live partendo da 'Nove maggio', sommersa dai cori. Quindi 'Intostreet' e 'Je te voglio bene assaje'. 

L'esibizione

L'identità di Liberato resta un mistero gelosamente custodito, ma la cadenza soul sul piano elettrico nell'ultima canzone e l'uso sicuro del sustain svelano le doti da esperto musicista. La gestione del palco è solida, merito anche del concept visuale semplice ma chiaro, un cerchio luminoso che riprende i motivi atmosferici del canzoniere napoletano (campo stellato, astro d'argento, sole al tramonto) o abbaglia come un flash nel light design psichedelico di Martino Cerati. Tutto ciò funziona in particolare nel secondo atto, quando 'Gaiola portafortuna' e 'Me staje appennenn' amò' sono stati estesi e trasformati in una sequenza di drop e cori lunga 17 minuti. Per la chiusura, il cantante si è esibito in ''Tu t'e scurdat' 'e me', per poi sparire in una nuvola di fumo, con il pugno alzato.

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