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Russia, scoperto un nuovo anfibio risalente al periodo Giurassico: la salamandra Egoria

I titoli di Sky Tg24 delle 8 del 21/02

3' di lettura

Il ritrovamento è avvenuto nella cava di Berezovsky, un’area particolarmente ricca di reperti fossili situata nei pressi della città di Sharypovo, grazie a una ricerca congiunta che ha visto la collaborazione di diversi atenei 

Un team di paleontologi russi e tedeschi ha scoperto una nuova specie di anfibio giurassico precedentemente sconosciuta.
Il ritrovamento è avvenuto nella cava di Berezovsky, un’area particolarmente ricca di reperti fossili, situata nei pressi della città di Sharypovo, in Russia.
Si chiama Egoria malashichevi, in onore dell’esperto Yegor Malashichev, ed è stata scoperta da un team di ricerca composto da esperti dell'Università di San Pietroburgo, dell'Università di Bonn, dell'Istituto zoologico dell'Accademia delle scienze russa, dell'Università Tomsk e del Museo di storia naturale di Sharypovo.

Il ritrovamento nel dettaglio

Analizzando i reperti raccolti in spedizioni sul campo eseguite lo scorso decennio, tra i quali fossili di pesci antichi, vari rettili, mammiferi, dinosauri erbivori e predatori, gli esperti hanno ritrovato quattro fossili di vertebrati appartenenti a una specie sconosciuta.
"Abbiamo identificato tre vertebre del tronco e l'atlante, la prima e nel caso della salamandra, l'unica vertebra cervicale”, scrivono gli esperti sulle pagine della rivista specializzata Plos One, spiegando che l’atlante è una vertebra con una struttura complessa che consente movimenti di attaccamento e rotazione del cranio, la cui analisi offre preziose informazioni sulla specie a cui appartiene.

Esemplare lungo circa 20 centimetri

"Non si tratta del primo caso di salamandra rinvenuto a Berezovsky, né di quello con dimensioni maggiori. Tra i reperti già analizzati c'era un fusto basale di una salamandra nominata Urupia monstrosa, lungo circa 60 centimetri. Questo invece era piuttosto modesto come dimensioni, di circa 15 centimetri", ha spiegato Pavel Skutschas, esperto dell'Università di San Pietroburgo, aggiungendo che la salamandra appena scoperta, a giudicare dalla dimensioni delle vertebre, era lunga circa 20 centimetri. "Le salamandre compaiono per la prima volta nei reperti fossili del Giurassico medio e hanno dovuto lottare per ricavare una nicchia ecologica”.
"L'esemplare appena rinvenuto potrebbe essere in una posizione intermedia, anche se vicina agli esemplari primitivi dal punto di vista morfologico", ha aggiunto Skutschas.
Le analisi dei reperti sono state condotte in collaborazione con il Centro di studi sulla diffrazione dei raggi X, dell'Università di San Pietroburgo, dove sono state ricreate delle ricostruzioni 3D delle vertebre.

In onore di Yegor Malashichev

Il nome scelto per il nuovo anfibio, come accennato precedentemente, è un omaggio a Yegor Malashichev, professore del Dipartimento di Zoologia dei vertebrati dell'Università di San Pietroburgo, deceduto nel 2018, che studiò la morfologia degli anfibi caudati.
"Yegor Malashichev era una persona meravigliosa e uno scienziato di grande talento. Ha sostenuto aspiranti paleontologi facendo del proprio meglio per sostenere la ricerca scientifica", ha ribadito Skutschas.
"Il prossimo passo sarà confrontare i fossili russi con altri rinvenuti in Gran Bretagna, nella cava di Kirtlington nell'Oxfordshire. Le salamandre siberiane e inglesi sembrano avere molti tratti in comune, ma sarà necessario un confronto dettagliato delle raccolte paleontologiche”.  

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