Esplora Sky TG24, Sky Sport, Sky Video

Siberia, ritrovata testa di un lupo gigante vissuto 40mila anni fa

I titoli di Sky Tg24 delle 13 del 12/6

2' di lettura

A rivelarlo è il sito The Siberian Times, secondo cui il ritrovamento sarebbe avvenuto per mano di Pavel Efimol, un abitante della zona in cerca di avorio nei pressi del fiume Tirekhtyakh 

Una scoperta ha scosso la comunità scientifica. In Siberia, nel distretto della Jacuzia, è stata ritrovata una testa che apparterrebbe a un lupo gigante, vissuto nel Pleistocene, circa 40mila anni fa.
A rivelarlo è il sito The Siberian Times, secondo cui il ritrovamento sarebbe avvenuto grazie all’intraprendenza di Pavel Efimol, un abitante della zona, che, nell’estate del 2018, mentre si trovava nei pressi del fiume Tirekhtyakh, affluente dell’Indigirka, in ricerca di avorio, si sarebbe imbattuto per puro caso nel cranio enorme dell’animale.
La scoperta, unica nel proprio genere, è stata annunciata a Tokyo, in Giappone, proprio in occasione dell’apertura della mostra dedicata a 'Woolly Mammoth', organizzata da scienziati giapponesi e della Jacuzia.

Apparterebbe a un lupo deceduto tra i 2 e i 4 anni di età

Il cranio presenta una folta pelliccia conservata quasi perfettamente e delle zanne intatte.
Secondo gli scienziati giapponesi che lo hanno analizzato, il reperto apparterebbe a un esemplare di lupo deceduto tra i 2 e i 4 anni di età, circa 40mila anni fa.
Ciò che ha sorpreso maggiormente gli esperti sono le dimensioni spropositate del cranio. La testa, infatti, è lunga 40 cm, circa metà della lunghezza totale del corpo dei lupi che popolano le nostre foreste, che difficilmente superano gli 86cm.
Il suo Dna verrà analizzato dai ricercatori del Museo di Storia Naturale svedese.

 

 

Sono i primi resti mai ritrovati di un lupo del Pleistocene

"Si tratta di una scoperta eccezionale: i primi resti ad essere mai stati trovati di un lupo adulto del Pleistocene dai tessuti ancora ben conservati. Eseguiremo delle comparazioni con i lupi di oggi per capire come si è evoluta la specie e per ricostruirne le fattezze", ha spiegato Albert Protopopov, direttore dell'Accademia delle Scienze della Repubblica di Sakha.
Protopopov ha rivelato alla CNN, che gli scienziati sono attualmente al lavoro per costruire un modello digitale del cervello e del cranio dell’esemplare.
"Il numero di scoperte sta crescendo a causa del disgelo del permafrost", ha spiegato Protopopov, citando il recente ritrovamento di un puledro di 42mila anni conservato quasi perfettamente.

Leggi tutto
Prossimo articolo
Segui Sky TG24 sui social:

SCELTI PER TE

    Aggiungi Sky TG24 al tuo Homescreen

    Clicca l'icona e seleziona

    "Aggiungi a Schermata Home"

    Aggiungi Sky TG24 al tuo Homescreen

    Clicca l'icona e seleziona

    "Aggiungi a Home"