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Dieta, clima e bisogno sociale: così il viso umano si è trasformato

I titoli di Sky TG24 delle 13 del 19/04/2019

2' di lettura

Un nuovo studio illustra quegli aspetti odierni del volto dell’uomo che sono stati soggetti a una profonda evoluzione, generata da diversi fattori, esigenze e abitudini 

Il volto di una persona comunica molto di più delle semplici emozioni: ci sarebbe addirittura la storia dell’evoluzione dell’uomo ‘scolpita’ nell’espressione di un viso. Come rivela un nuovo studio internazionale pubblicato su Nature Ecology & Evolution, ciò che si osserva oggi guardando qualcuno degli occhi è il risultato di milioni di anni di cambiamenti, plasmati da molteplici fattori. Tra questi, in primis, i ricercatori citano la dieta, che si è evoluta nel corso dei secoli provocando conseguenti modifiche anche nell’aspetto del volto. Allo stesso modo, elementi come il clima e la ricerca continua di nuove interazioni sociali avrebbero giocato un ruolo ugualmente importante nel processo.

Mascelle meno muscolose per cibi più morbidi

Secondo William Kimbel dell’Università dell’Arizona, uno dei principali autori della ricerca, “noi siamo il prodotto del nostro passato”. L’assunto è ampiamente spiegato nel lavoro, condotto con altri esperti internazionali, che rivela come il continuo mutare di abitudini e esigenze nel corso dell’evoluzione dell’uomo abbia causato cambiamenti oggi visibili sul nostro volto. Ad esempio, denti e mascelle attuali, molto meno pronunciati e muscolosi rispetto al passato, sarebbero il risultato della dieta che è passata da cibi vegetali duri e difficili da masticare a alimenti meno impegnativi, complici gli strumenti nati per tagliare in seguito a condizioni climatiche più secche. Riflettendo questa differenza di bisogni, i lineamenti intorno alla bocca sono oggi più delicati e piatti.

Il cambiamento sociale umano: da aggressivo a cooperativo

Oltre ai fattori meccanici, come spiegato dagli autori, un altro elemento di cruciale importanza che ha guidato il cambiamento del viso umano è l’interazione sociale. Con il tempo, infatti, la comunicazione verbale è diventata ad esempio sempre più rilevante, a tal punto da stimolare l’abilità di generare diverse espressioni facciali. Anche le arcate sopraccigliari, che nelle scimmie africane e nell’Homo erectus o di Neanderthal erano molto sporgenti, al fine di comunicare dominio o intenzioni bellicose, si sarebbero evolute gradualmente assumendo lineamenti più adatti a un nuovo contesto sociale, nel quale l’uomo ha riscoperto il bisogno di maggiore cooperazione a discapito dell’aggressività. Secondo Kimbel, scoprire nuovi dettagli su questo processo evolutivo è utile per capire “quali parti della nostra anatomia ci raccontano del percorso storico che ha portato alla modernità”. 

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