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Il topo di Alston: canta e conversa con amici in modo simile all’uomo

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2' di lettura

Il piccolo roditore che popola le montagne dell’America Centrale ha delle capacità fuori dal comune che potrebbero essere collegate evolutivamente alle antiche radici del linguaggio umano 

Il topo di Alston, un piccolo essere vivente che popola le montagne dell’America Centrale, ha delle capacità fuori dal comune che potrebbero essere collegate evolutivamente alle antiche radici del linguaggio umano.
Questo particolare roditore è in grado di cantare riproducendo melodie straordinarie che richiamano le nostre conversazioni.
Michael A. Long, un neuroscienziato di N.Y.U. Medical School, è rimasto affascinato quando nel 2011 udì per la prima volta i suoni emessi dai topi di Alston.
Questi roditori hanno capacità sonore di gran lunga superiori rispetto ai comuni topi di laboratorio. Sono, infatti, in grado di riprodurre trilli per 16 secondi consecutivi e ogni esemplare della specie ha una sorta di melodia distintiva, che utilizza per farsi riconoscere dagli altri.

I roditori conversano educatamente tra loro

Analizzando il canto dei roditori, il ricercatore ha notato che cantano più frequentemente quando sono in compagnia di altri topi. Nello specifico, i maschi intonano una melodia quando vogliono allertare un altro esemplare dello stesso sesso, facendogli notare che ha invaso il proprio territorio; maschi e femmine, invece, cantano l’un l’altro durante il corteggiamento.
Affascinato dal canto dei roditori e con l’intenzione di approfondire le ragioni delle loro spiccate abilità, Long insieme a Steven M. Phelps, un biologo dell'Università del Texas ad Austin, ha realizzato una vera e propria casa per topi nel suo laboratorio.
I ricercatori sono così riusciti a osservare che i topi di Alston, oltre a cantare, conversano tra loro senza sovrapporre le loro melodie e rispondendo ai loro compagni entro una frazione di secondo, seguendo uno schema del tutto simile alle conversazioni umane.

Risultati dello studio

Come riporta il New York Times, dei successivi test sull’attività cerebrale dei roditori, compiuti in laboratorio, hanno svelato risultati sorprendenti: anche i topi di Alston, così come i primati, utilizzano la corteccia cerebrale per controllare i suoni emessi.
"È una caratteristica che, alla fine, è cruciale per l'evoluzione del linguaggio umano", spiega il Dottor Hage.
I risultati sembrano suggerire la presenza di un antenato comune tra essere umani e roditori, vissuto all’incirca 100 milioni di anni fa e già in possesso di questa specifica capacità di linguaggio.
Stando al parere degli esperti, futuri test sui topi di Alston potrebbero essere preziosi per indagare alcuni disturbi comunicativi propri degli esseri umani. Questo particolare tipo di roditore potrebbe svelare, per esempio, i meccanismi che comportano nelle persone con disturbi dello spettro autistico difficoltà nelle conversazioni.

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