Una nuova terapia ormonale per salvare le rane corroboree

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Grazie al nuovo trattamento, la probabilità che un maschio della specie sia accettato come partner da una delle femmine è salita dal 22 al 100% 

Per salvare dall’estinzione le rane corroboree, caratterizzate da una tipica striatura nera e gialla, un gruppo di ricercatori dell’Università di Wollongong e dello zoo Taronga di Sidney ha ideato un nuovo trattamento per incentivare nuove nascite all’interno della specie. La procedura consiste nell’applicazione di ormoni sulla pelle degli anfibi per stimolare la loro libido. Gli esperti hanno dichiarato che somministrando il composto organico sia ai maschi che alla femmine prima di appaiarli la probabilità che accettassero il partner assegnato è salita dal 22 al 100%.

L’uso dell’ormone sintetico gonadotropina

Il team di ricerca ha applicato sullo stomaco delle rane corroboree alcune gocce dell’ormone sintetico gonadotropina, impiegato anche nella fecondazione in vitro umana. Nel corso di altre procedure simili il composto organico viene solitamente iniettato direttamente sotto la pelle.
"Poiché le rane hanno una pelle molto permeabile, l'ormone viene assorbito rapidamente", spiega la dottoressa Aimee Silla, la responsabile del progetto, sul sito di Taronga Zoo. "E' assolutamente sicuro da usare e siamo veramente soddisfatti con i risultati, perché speriamo che il metodo possa essere adottato in programmi di riproduzione globalmente".

I benefici del trattamento

Appaiare le rane senza ricorrere alla terapia ormonale non permette di ottenere gli stessi risultati: molto spesso i partner vengono respinti e solo un terzo dei maschi viene accettato per l’accoppiamento. "Le femmine hanno l'opportunità di scegliere il maschio che trovano più desiderabile. Da un punto di vista di gestione genetica, vorremmo davvero identificare quei maschi che sono geneticamente importanti, per ottenere una più ampia rappresentazione di quei geni nella prole. La procedura ha poi altri benefici per la salute delle femmine, poiché riduce il numero di quelle che riassorbono le uova dopo una stagione di riproduzione infruttuosa”, conclude Aimee Silla.
I ricercatori sperano che il nuovo trattamento possa salvare le rane corroboree dal rischio di estinzione. 

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