Antartide, frammenti di continenti perduti sepolti sotto i ghiacci

Immagine di archivio (Getty Images)
2' di lettura

Combinando le immagini di un satellite dell'Esa con i dati sismici i ricercatori hanno scoperto i resti di antichi territori che ora si trovano sotto la crosta terrestre antartica 

Sepolti sotto i ghiacci dell’Antartide, quindi invisibili all’occhio umano, ci sono frammenti spessi decine di chilometri: si tratterebbe dei resti di antichi continenti perduti che si sono distaccati negli anni da varie zone della Terra. A rendere possibile l’affascinante scoperta sono state le osservazioni effettuate dal 2009 al 2013 dal satellite Goce (Gravity Field and Steady-State Ocean Circulation Explorer), sviluppato dall’Agenzia Spaziale Europea (Esa) con l’obiettivo di studiare le variazioni della gravità terrestre. I ricercatori dell’Università di Kiel, in Germania, e del British Antarctic Survey (Bas) hanno poi analizzato i dati ottenuti dalla missione.

Antartide, nuove conoscenze grazie a Goce

Con la missione del satellite Goce, l’Esa intendeva studiare in modo accurato le variazioni del campo gravitazionale della Terra. Combinando le immagini riprese dal satellite con i dati derivanti dall’analisi delle onde sismiche, i ricercatori sono riusciti a ottenere un quadro molto più preciso della struttura della litosfera, il che ha permesso loro di ampliare le conoscenze riguardo alla profondità del pianeta e di osservare in modo migliore le placche continentali. Secondo l’italiano Fausto Ferraccioli, responsabile di ricerca geologica e geofisica al Bas, l’utilizzo dei dati di Goce sta “rivoluzionando la nostra capacità di studiare il continente meno conosciuto, l’Antartide”, grazie ai frammenti osservati che hanno permesso di riscontrare “somiglianze e differenze tra la crosta sotto l’Antartide e gli altri continenti”.

I continenti perduti sotto l’Antartide

I resti situati sotto l’Antartide scoperti dai ricercatori dovrebbero avere un’età che varia da un miliardo a 550 milioni di anni, ed erano in precedenza uniti ad altri continenti, come Africa e Australia. La mappa tridimensionale ottenuta dagli studiosi abbinando le immagini di Goce e le informazioni sismiche ha poi permesso di constatare che la parte orientale del continente antartico ha uno spessore che varia tra 40 e 60 chilometri, maggiore rispetto al lato occidentale. È proprio qui, a Est, che sono stati individuati almeno tre ‘cratoni’, i relitti che appartenevano un tempo ad altri territori e che si trovano ora sepolti sotto i ghiacci. Questi frammenti costituiscono la parte più interna della litosfera, e conservano informazioni sulla storia della Terra; inoltre, i risultati potrebbero spiegare come questa inedita struttura possa influenzare l’evoluzione dei ghiacciai, e come il continente possa reagire allo scioglimento.

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