Piante dell’Artico, i cambiamenti climatici ne raddoppiano la crescita

Foto di archivio (Getty Images)
3' di lettura

Un team di ricercatori dell’Università di Edimburgo ha recentemente notato, non solo un cambiamento della crescita, ma anche un progressivo spostamento della vegetazione verso Sud

L’Artico è l’area del pianeta in cui si verifica il più celere aumento delle temperature. Il riscaldamento artico e il declino del ghiaccio marino procedono a velocità superiori rispetto al resto del mondo.
I cambiamenti climatici portano a devastanti effetti anche sulla vegetazione, non solo mettendo a dura prova la nascita e la crescita stessa delle piante, costrette a sopravvivere in territori sempre più aridi, ma anche mutando il loro abituale sviluppo.
Ne sarebbe colpita la vegetazione nella tundra dell’Artico, le cui piante, secondo un recente studio dell’Università di Edimburgo, stanno crescendo sempre di più in altezza.

La vegetazione dell’Artico regola l’equilibrio energetico del pianeta

L’Artico è una regione caratterizzata dalla presenza di centinaia di specie di arbusti bassi, erbe e piante che abitualmente non si sviluppano molto verticalmente. La sua vegetazione svolge un ruolo fondamentale per il ciclo del carbonio e conseguentemente per l’equilibrio energetico del pianeta.
Un team di ricercatori, coordinato da Isla Myers-Smith della School of Geosciences dell’Università di Edimburgo e da Anne Bjorkman del Centro di ricerca sulla biodiversità e il clima di Senckenberg (BiK-F) di Francoforte, ha recentemente notato non solo un cambiamento della crescita delle vegetazioni, ma anche un progressivo spostamento di queste ultime verso la tundra nelle propaggini meridionali dell’Artico. Il paleo odoroso (Anthoxanthum odoratum), pianta tipica delle pianure europee, per esempio, è recentemente apparso anche in alcune regioni in Islanda e in Svezia.
“Fino ad ora, la tundra artica è stata dominata da erbe a bassa crescita e da arbusti nani. Sfidando le dure condizioni, queste piante si accalcano vicino al terreno e spesso crescono solo pochi centimetri. Ma nuove specie vegetali più alte si stanno lentamente impossessando di quest’area fredda”, commentano i ricercatori dell’BiK-F.

Compiute più di 60.000 osservazioni

Per compiere lo studio, pubblicato sulla rivista Nature, l’equipe internazionale costituita da 130 scienziati ha realizzato più di 60.000 osservazioni, raccogliendo dati da centinaia di siti in Alaska, Canada, Islanda, Scandinavia, Russia, Alpi europee e Colorado.
“Dato che il permafrost che si trova sotto le latitudini settentrionali contiene dal 30 al 50% del carbonio del suolo mondiale, le regioni artiche sono da tempo al centro della ricerca sui cambiamenti climatici. Le piante più basse intrappolano più neve, che isola il terreno sottostante e impedisce che si congeli altrettanto rapidamente in inverno. Un aumento delle piante più alte potrebbe accelerare il disgelo di questa banca di carbonio congelata e portare ad un aumento del rilascio di gas serra”, spiegano gli esperti.
La crescita e l’espansione della vegetazione potrebbero influenzare profondamente non solo l’ecosistema artico ma anche quello dell’intero pianeta Terra.

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