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Pioppo mangia-plastica, le radici assorbono delle sostanze inquinanti

I titoli di Sky Tg24 delle 13 del 15/07

2' di lettura

A suggerirlo sono i risultati di uno studio italiano, condotto dai ricercatori dell'Istituto di Scienze della Vita della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa. Le radici della pianta della specie Populus alba Villafranca hanno eliminano dall’ambiente gli ftalati

I pioppi sarebbero dei perfetti alleati in grado di eliminare dall’ambiente alcuni dei principali composti inquinanti, gli ftalati.
A suggerirlo sono i risultati di uno studio italiano, condotto da un team di ricercatori dell'Istituto di Scienze della Vita della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, grazie alla collaborazione dell’Istituto di Fisiologia Clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) di Pisa. Le radici della pianta della specie Populus alba Villafranca opererebbero a favore dell’ambiente, riuscendo ad assorbire e ad accumulare gli ftalati, eliminandoli così dall’ecosistema.

La ricerca italiana nel dettaglio

Per compiere lo studio, pubblicato sulla rivista specializzata Environmental Science and Pollution Research, gli esperti coordinati da Francesca Vannucchi dell’Istituto pisano hanno valutato se e in che misura il pioppo interviene a favore dell’ambiente, studiando l’assorbimento degli ftalati da parte della pianta, cresciuta in un sistema di coltura idroponica.
È così emerso che il pioppo sarebbe particolarmente utile per ridurre l’impatto negativo che questo genere di composti determina sull’ambiente.
Saranno necessarie ulteriori ricerche per approfondire i meccanismi che regolano nei pioppi l’assorbimento dei composti inquinanti, fondamentali per comprendere come vengono smaltiti e impiegati gli ftalati dai tessuti vegetali.

Cosa sono gli ftalati

Gli ftalati sono composti micro-inquinanti che comportano effetti negativi sia sulla salute degli esseri umani che sull’equilibrio degli ecosistemi. Queste sostante tossiche sono comunemente utilizzate nell'industria dei materiali plastici, soprattuto per ottimizzare la flessibilità del Cloruro di polivinile (Pvc), utile per realizzare prodotti che trovano impiego nell’edilizia.
Gli ftalati rientrano anche tra gli ingredienti utilizzati per realizzare profumi, pesticidi, smalti per unghie e vernici.

Un granchio robotico italiano per liberare i fondali dalla plastica

In occasione della Giornata Mondiale degli Oceani 2019, è stato messo all’opera nell’area marina protetta delle Secche della Meloria il granchio robotico Silver 2. L’automa subacqueo, sviluppato dei ricercatori della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, è in grado di ripulire i fondali, trattenendo e rimuovendo la plastica. Il robot rientra in un progetto promosso dalla National Geographic.
L’idea che ha portato alla realizzazione dell’automa netturbino, come ricorda Marcello Calisti, membro dell’Istituto di Biorobotica della Scuola Sant’Anna, era quella di “dare risposta a un’esigenza molto forte della robotica marina, cioè quella di creare un robot capace di interagire con il fondale senza procurare danni a sé e all’ambiente”.

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