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Sonno, isolati nel pesce zebra i percorsi cerebrali che lo controllano

I titoli di Sky Tg24 delle ore 8 del 13/07

2' di lettura

I ricercatori della Scuola di medicina dell’Università di Stanford sono riusciti a dimostrare che mentre l’animale dorme si verificano nel suo corpo dei processi analoghi a quelli della fase Rem

I ricercatori della Scuola di medicina dell’Università di Stanford sono riusciti a dimostrare che i primi percorsi cerebrali che controllano il sonno risalgono a 450 milioni di anni fa. Il team di ricerca, coordinato da Philippe Mourrain, è riuscito a isolarli nel pesce zebra e ha scoperto che sono sostanzialmente identici a quelli umani. Finora non erano mai state osservate nelle onde celebrali dei pesci delle caratteristiche simili a quelle dei mammiferi. Questi animali non solo dormono, come la comunità scientifica aveva già dimostrato da tempo, ma vivono anche un’esperienza analoga alla cosiddetta fase Rem, caratterizzata nell’uomo da rapidi movimenti degli occhi.

La fase rem del pesce zebra

Analizzando il pesce zebra con un microscopio a fluorescenza, dotato di una risoluzione tale da permettere di distinguere ognuna delle cellule dell’animale, gli autori della ricerca sono riusciti a studiare la sua attività celebrale a livello delle singole fibre nervose mentre dormiva (un’impresa resa possibile anche dalla caratteristica trasparenza del corpo del pesce). Inoltre, i ricercatori hanno monitorato il tono dei muscoli e il movimento degli occhi dell’animale durante il sonno. Sono così riusciti a stabilire che i segni dell’attività cerebrale e muscolare del pesce zebra sono confrontabili con quelli della fase Rem umana. “Lo studio potrà aiutarci a capire gli esatti benefici del sonno, che ha una funzione essenziale, ma ancora in gran parte misteriosa, e la cui mancanza può provocare disturbi nervosi”, spiega Philippe Mourrain.

Dormire con la luce accesa aumenta il rischio di obesità per le donne

Da un altro studio, condotto dai ricercatori del National Institute of Environmental Health Sciences, nella Carolina del Nord, emerge che dormire con la luce accesa potrebbe incrementare il rischio di sovrappeso e obesità per le donne. Gli esperti sono giunti a questa conclusione analizzando gli effetti dell’esposizione all’illuminazione artificiale durante il sonno sul peso corporeo degli individui di sesso femminile. Il monitoraggio è stato condotto su 44.000 donne in salute di età compresa tra i 35 e i 74 anni. 

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