Il cervello saprebbe riconoscere gli oggetti attraverso il tatto

Bambini toccano una lastra di ghiaccio (Getty Images)
1' di lettura

Secondo uno studio, l'esperienza che le persone maturano nella propria vita servirebbe per specializzare i neuroni nel riconoscere specifiche proprietà degli oggetti 

Il tatto è il senso che permette di riconoscere le caratteristiche come forma, durezza, morbidezza e ruvidezza degli oggetti che vengono a contatto con il corpo umano. Allo stesso tempo, però, è anche lo strumento che permette al cervello di distinguere ciò che circonda gli individui. Lo dimostra uno studio condotto dall'Istituto di Biorobotica della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa e dall'Università svedese di Lund, coordinato da Calogero Oddo e Henrik Jorntell.

La parola chiave è 'esperienza'

Una scoperta che potrà portare allo studio e allo sviluppo di protesi bioniche avanzate, chip e sistemi di intelligenza artificiale ispirati a quelli biologici. La ricerca è pubblicata sulla rivista Frontiers in Cellular Neuroscience ed è stata finanziata dalla Commissione Europea e dal ministero per l'Istruzione, l'Università e la Ricerca (Miur). Attraverso l'esperienza che le singole persone maturano nell'arco della propria vita, i neuroni si differenziano, specializzandosi ciascuno nel riconoscere una specifica proprietà degli oggetti.
Come confermato anche da Alberto Mazzoni, della Scuola Sant'anna e uno fra i curatori della ricerca, al termine del processo di apprendimento, sarebbe più semplice distinguere i diversi oggetti toccati. Per riuscire a spiegare il meccanismo che consente all'organo più complesso del corpo umano di funzionare in questo modo, gli scienziati hanno elaborato un modello matematico dei neuroni dell'area cerebrale che riceve gli stimoli tattili, chiamata nucleo cuneato. Successivamente hanno fornito all'area interessata migliaia di informazioni sensoriali, attraverso un polpastrello robotico.

Vista e tatto agiscono in sinergia

Il tatto sarebbe strettamente collegato ad un altro senso: la vista. Secondo quanto scoperto dal gruppo di studiosi della University of Southern California, infatti, quando si osserva un oggetto noto, il cervello sarebbe in grado di ricordare e rielaborare la risposta che a esso corrisponderebbe se lo toccassimo. Per poter verificare lo studio, pubblicato sulla rivista specializzata Cerebral Cortex, gli scienziati si sono serviti di strumenti molto diversi, ma utilissimi al caso: la risonanza magnetica e i video-clip. Alla vista di oggetti dalle caratteristiche differenti, nei cervelli dei volontari si attivavano le aree corrispondenti al tatto, proprio come se gli esaminati avessero realmente toccato l'oggetto rappresentato nel filmato.

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