Lo sport in età adulta dimezza rischio malattie croniche

Attività fisica per gli adulti (Getty Images)
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Una ricerca australiana ha dimostrato che gli over 50 che fanno intensa attività fisica riducono significativamente nei dieci successivi l'insorgere di patologie come infarto, cancro e diabete 

Svolgere molta attività fisica in età adulta dimezza il rischio di malattie in vecchiaia. Uno studio, pubblicato su Scientific Reports da un gruppo di ricercatori australiani, ha evidenziato come gli ultrasessantenni che si sono esercitati sopra la media dei livelli raccomandanti dall’Oms abbiano un minore rischio di sviluppare patologie croniche rispetto a quelli che hanno condotto una vita sedentaria. La ricerca effettuata dal Westmead Institute for Medical Research di Sydney ha intervistato più di 1500 australiani over 50 e li ha seguiti per più di 10 anni.

Un’intensa attività fisica dimezza rischio infarto, diabete e cancro

L’organizzazione mondiale della Sanità raccomanda almeno 600 minuti metabolici equivalenti di attività fisica (met). Un met calcola il costo di energia e di ossigeno del corpo mentre si pratica sport. Per raggiungere quota ‘600’ è necessario fare 150 minuti di camminata a passo sostenuto o 75 minuti di corsa. I ricercatori hanno dimostrato che le persone che svolgono maggior attività fisica di quella consigliata dall’Oms hanno il doppio di possibilità di evitare ictus, malattie cardiovascolari, angina, cancro e diabete. “Incoraggiamo - dicono i ricercatori - gli adulti che non la praticano a fare attività fisica e, a quelli che ne fanno in quantità moderata, di cercare quando possibile di intensificarla”. Un esercizio intenso non riduce solo l’incidenza di patologie, ma più generalmente migliora la condizione fisica e mentale della persona nel decennio successivo.

Il consiglio: aumentare di 8 volte i livelli di esercizio raccomandati dall’Oms

Per la ricercatrice a capo dello studio, la professoressa associata dell’Università di Sydney, Bamini Gopinath, “i dati mostrano che gli adulti con più di 5000 met a settimana vedono una significativa riduzione nel rischio di malattie croniche”. E ancora: “Con l’aumentare dell’aspettativa di vita in molti paesi, una sfida cruciale riguarda migliorare la qualità della stessa e gli anni senza malattie. Le nostre scoperte indicano che i livelli di attività fisica debbano essere assai superiori a quanto attualmente raccomanda l’Oms per ridurre significativamente il rischio di malattie croniche”, conclude la ricercatrice.  

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