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Bimbe con Dna modificato, governo cinese avrebbe finanziato la ricerca

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2' di lettura

Alcuni documenti pubblicati online sembrano dimostrare che He Jiankui abbia ricevuto fondi da almeno tre agenzie governative 

Il governo cinese avrebbe finanziato le ricerche di He Jiankui, il ricercatore che ha fatto nascere due bambine con il Dna modificato tramite la tecnica Crispr. Lo riferisce il sito Stat, dove si legge che il gruppo di studio dello scienziato ha ricevuto dei fondi da almeno tre agenzie governative di Pechino, anche se non è certo che queste fossero a conoscenza dello scopo della ricerca.

Documenti certificano il finanziamento

Tra i documenti pubblicati sul portale ci sono una presentazione redatta dal team dello stesso He, un modulo per il consenso informato e una scheda del registro dei test clinici, nei quali si citano i finanziamenti erogati dal ministero della Scienza cinese, della Shenzhen Science and Technology Innovation Commission e della Southern University of Science and Technology, istituto dove lo scienziato lavorava. "Fino a questo momento - riferisce il sito - non ci sono prove che queste organizzazioni sapessero per cosa sarebbero stati usati i fondi, ma qualche voce nella comunità dei ricercatori suggerisce che il governo cinese dovesse essere a conoscenza del lavoro”.
Subito dopo la diffusione della notizia, lo scorso novembre, della nascita di due gemelline con Dna modificato, il ministro della Scienza cinese aveva subito preso le distanze, ordinando lo stop immediato di tutte le sperimentazioni in questo campo, una presa di posizione che i documenti apparsi in rete mettono ora in dubbio.

L’inchiesta della Stanford University

Gli esperimenti di He sono finiti al centro anche di un’inchiesta dell’Università di Stanford, che sta indagando su alcuni suoi ricercatori per capire se qualcuno di loro abbia mai collaborato con lo scienziato cinese, che nell’ateneo ha svolto alcuni studi post dottorato. L’attenzione degli inquirenti si concentra soprattutto su Stephen Quake, che dirigeva il lavoro accademico di He, il bioeticista William Hurlbut e Matthew Porteus, uno dei pionieri dell'editing genetico. Gli ultimi due hanno però affermato di aver tentato più volte di persuadere il ricercatore dal portare avanti l’esperimento.

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