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Obesità, è il Dna che determina dove si accumula il grasso

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2' di lettura

I ricercatori del consorzio internazionale Giant hanno identificato 24 diverse varianti genetiche, 9 delle quali rare, associate a una maggiore distribuzione del tessuto adiposo sul girovita 

La ricerca ha compiuto grandi passi in avanti nella lotta contro l’obesità e tutte le patologie ad essa associate.
Se da un lato una sana alimentazione e uno stile di vita altrettanto salutare sono l’accoppiata vincente per limitare i chili di troppo, dall’altro il codice genetico gioca un ruolo fondamentale nella distribuzione del tessuto adiposo dell’organismo, in quanto influenza la sua collocazione nelle diverse zone del corpo umano.
È quanto è emerso da uno studio condotto dal consorzio internazionale Giant, guidato dall’epidemiologo Kari North dell’University of North Carolina, che vanta 275 ricercatori.
I risultati della ricerca potrebbero dare il via a una serie di test atti allo sviluppo di nuove terapie mirate contro l’obesità e tutte le patologie ad essa associate, quali il diabete e le malattie cardiache.

Identificate 24 nuove varianti genetiche

Per compiere lo studio, pubblicato sulla rivista Nature Genetics, gli esperti hanno analizzato nel dettaglio il Dna riuscendo a identificare 24 diverse varianti genetiche, 9 delle quali rare, associate a
una maggiore distribuzione del tessuto adiposo sul girovita.
"Per la prima volta siamo stati in grado di scoprire il modo in cui le varianti genetiche rare influenzano la distribuzione del grasso corporeo”, spiega Kari North, l’epidemiologo coordinatore della ricerca. “Queste varianti sono rare, ma gli effetti che hanno sugli individui sono molto grandi, rendendole importanti dal punto di vista clinico".

Passi in avanti nella lotta contro l’obesità

Precedenti studi avevano svelato altre 49 zone del Dna in grado di influenzare la distribuzione del tessuto adiposo nel corpo umano.
Le nuove varianti individuate dagli esperti del consorzio internazionale Giant sono associate soprattutto alla tendenza di collocare i chili di troppo nell’addome.
La scoperta amplia la comprensione di come i geni possono predisporre determinati individui all’obesità.
"Una migliore conoscenza delle basi genetiche della distribuzione del grasso corporeo può portare a trattamenti migliori per l'obesità e la cascata di malattie a valle, anche l'obesità influisce, ad esempio il diabete di tipo 2 e le malattie cardiache", spiega North. 

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