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Rivoluzione nell’agricoltura, i primi cloni del riso ottenuti dai semi

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2' di lettura

Il risultato, ottenuto grazie alla tecnica del taglia-incolla del Dna, la Crispr, si deve a un team di ricercatori dell'università della California di Davis 

Grandi passi in avanti della ricerca in ambito agricolo. È riuscita la prima riproduzione asessuata in una delle piante più utilizzate sulla Terra, quella di riso. Il successo si deve a un team di ricercatori dell'università della California di Davis che, grazie alla tecnica del taglia-incolla del Dna, la Crispr, ha permesso la clonazione della pianta di riso, facendola riprodurre utilizzando i suoi stessi semi.
Lo studio, pubblicato sulla rivista Nature, è un grande traguardo nel settore agricolo e rappresenta un importante punto di svolta.

Riproduzione asessuata delle piante

Da venti anni, gli esperti in ambito, mirando a una migliore qualità e a una maggiore resistenza delle piante agli insetti, sono soliti incrociare diverse varietà di semi, un processo costoso che comporta un conseguente aumento del prezzo delle sementi.
In futuro, produrre un clone di una pianta utilizzando i suoi stessi semi potrebbe permettere agli agricoltori di ripiantare i semi delle loro stesse piante ibride, diminuendo sostanzialmente le spese previste per l’acquisto, con cadenza annuale, delle costose sementi ibride.
In natura esistono all’incirca 400 specie di piante, per lo più selvatiche, in grado di produrre semi senza l’unione di gameti (fecondazione), grazie all’apomissia, un processo tramandato con l’evoluzione in molte piante ma assente nelle diverse sementi presenti sul mercato. La riproduzione asessuata delle piante, oltre a diminuire sostanzialmente le spese per l’acquisto delle sementi, potrebbe aumentare la qualità dei semi, rafforzando il ‘vigore ibrido’, attualmente proprio solo della prima generazione di semi incrociati.

Individuato il gene Baby Boom1 (BBM1)

Per compiere lo studio, i ricercatori, coordinati da Imtiyaz Khanday e Venkatesan Sundaresan, hanno individuato e analizzato approfonditamente il gene Baby Boom1 (BBM1), presente nelle cellule dello sperma. Sono così riusciti a scoprire che BBM1 è il gene determinante per la riproduzione, anche in assenza della fecondazione. Utilizzando la Crispr hanno successivamente eliminato la meiosi, quel processo grazie al quale hanno origine le cellule riproduttive, nei ceppi di riso con ovociti in cui era presente il gene Baby Boom1.
Così facendo le caratteristiche genetiche, volutamente presenti nei cloni, si sono mantenute inalterate per altre due generazioni. 

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