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Onde gravitazionali, intercettata la fusione di due stelle di neutroni

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2' di lettura

Il segnale, simile a quello scoperto nel 2017 e proveniente da 500 milioni di anni luce di distanza dalla Terra, è stato individuato lo scorso 25 aprile dalla rete di rilevatori formata da Virgo e Ligo 

Lo scorso 25 aprile, la rete di rilevatori formata da Virgo, dell’Osservatorio Gravitazionale Europeo (Ego), e Ligo, della National Science Foundation (Nsf), ha intercettato un segnale generato dalle onde gravitazionali e riconducibile alla fusione (coalescenza) di due stelle di neutroni. I dati relativi all’impulso, proveniente da 500 milioni di anni luce di distanza dalla Terra, sono stati presentati ufficialmente durante il convegno della Società Astronomica Americana e presto saranno pubblicati sulla rivista Astrophysical Journal Letters.

La fusione delle stelle di neutroni

In base alla ricostruzione dei ricercatori, le due stelle di neutroni si sono fuse fino a formare un oggetto cosmico, probabilmente un buco nero. “La massa totale del sistema binario supera di circa 3,4 volte quella del Sole ed è più grande di quella di qualunque sistema binario di stelle di neutroni noto nella nostra galassia”, osserva Jo van den Brand, il responsabile di Virgo. “Questo aspetto ha delle interessanti implicazioni astrofisiche per la formazione di questi sistemi”, aggiunge l’esperto. La fusione delle due stelle di neutroni è il primo evento catturato nel corso della terza campagna di osservazione delle onde gravitazionali, iniziata il primo aprile 2019.

Le somiglianze col segnale intercettato nel 2017

Il segnale intercettato lo scorso aprile, indicato con la sigla GW190425, presenta delle similitudini con quello annunciato nell’ottobre del 2017, che ha permesso all’astronomia multimessaggera, basata sull’osservazione e l’interpretazione coordinata di vari tipi di impulsi provenienti dallo spazio, di compiere un importante passo avanti. In questo caso, tuttavia, non è stata osservata alcuna controparte elettromagnetica dai telescopi che hanno raccolto l’allerta inviata dalla collaborazione Ligo-Virgo. “Ciò dipende dalla maggiore incertezza nella localizzazione della sorgente, circa 200 volte meno accurata rispetto all’evento del 2017”, spiega Viviana Fafone, responsabile nazionale per l’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn) di Virgo. “Questo perché il sistema binario era quattro volte più lontano dalla Terra e al momento dell’evento la rete dei rilevatori gravitazionali non stava operando al completo”, conclude Fafone. 

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