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Confermata l’identità della cometa intrusa del Sistema Solare

I titoli di Sky Tg24 delle 8 del 26/09

2' di lettura

L’Unione Astronomica Internazionale ha confermato che 2I/Borisov è il secondo oggetto scoperto a provenire da un altro sistema planetario, dopo il caso di Oumuamua, e risulterà osservabile ancora per alcuni mesi 

È stata confermata l’identità dell’oggetto cosmico recentemente scoperto da Gennady Borisov: si tratta di una cometa, rinominata 2I/Borisov, che proviene ufficialmente dall’esterno del Sistema Solare e diventa dunque il secondo corpo celeste interstellare conosciuto dopo la scoperta di Oumuamua. Lo spiega l’Unione Astronomica Internazionale (Iau) in un nuovo comunicato che risolve i dubbi successivi ai primi avvistamenti, dai quali era emersa l’insolita orbita iperbolica e l’aspetto sfocato, caratteristiche che avevano subito dato credito all’ipotesi di una cometa. Nei prossimi mesi gli astronomi avranno ulteriori occasioni per osservare e studiare il corpo celeste, ottenendo maggiori informazioni a riguardo.

2I/Borisov, la cometa nata fuori dal Sistema Solare

L’Unione Astronomica Internazionale ha deciso di rinominare la cometa originariamente chiamata C/ 2019 Q4 con il nuovo appellativo 2I/Borisov. Come spiegato dall’associazione, la sigla ‘2I’ si riferisca al fatto che gli astronomi abbiano ormai appurato che il corpo celeste sia il secondo oggetto interstellare mai scoperto nel Sistema Solare. La seconda parte del nome si deve invece a Gennedy Borisov, astronomo amatoriale che ha per primo individuato il nuovo intruso dall’osservatorio MARGO grazie a un telescopio da lui stesso costruito. Dopo gli avvistamenti iniziali, è stata una simulazione a computer realizzata dal Iau Minor Planet Center a confermare l’origine della cometa, proveniente da un altro sistema planetario.

I misteri sugli oggetti interstellari

Di 2I/Borisov si conoscono ormai l’orbita iperbolica e una piccola coda osservata più recentemente, ma le scoperte dovrebbero proseguire nei prossimi mesi visto che la cometa raggiungerà la distanza minima dal Sole il 7 dicembre, prima di raggiungere la massima luminosità tra dicembre e gennaio e iniziare il proprio viaggio per uscire dal Sistema Solare. La IAU spiega che rilevare la dimensione delle comete è spesso un’impresa difficile, visto che il piccolo nucleo è solitamente avvolto dalla chioma: tuttavia, giudicando dalla luminosità, 2I/Borisov dovrebbe avere un diametro di alcuni chilometri. Le prossime osservazioni potrebbero aiutare a rispondere a diverse domande che attanagliano gli astronomi, che si chiedono perché gli oggetti interstellari non siano mai stati scoperti prima di Oumuamua, quanto spesso potrebbero comparire nel Sistema Solare interno e quali siano le differenze con corpi celesti simili del nostro sistema planetario. 

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