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La vita su Marte possibile prima del previsto: l’ipotesi di un nuovo studio

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2' di lettura

Secondo un team di ricercatori il bombardamento di meteoriti che rendeva il Pianeta Rosso inabitabile sarebbe terminato 500 milioni di anni in anticipo rispetto a quanto ipotizzato 

Gli scienziati hanno rimesso in discussione le tempistiche con le quali Marte sarebbe diventato un pianeta adatto ad ospitare la vita. Secondo un nuovo studio, le condizioni favorevoli alla presenza di organismi si sarebbero infatti sviluppate 500 milioni di anni prima rispetto a quanto ipotizzato inizialmente, al termine del ‘bombardamento’ di meteoriti che aveva colpito il Pianeta Rosso con effetti catastrofici. Come spiegato sulla rivista Nature Geoscience, il team di ricercatori guidato da Desmond Moser, della University of Western Ontario, è giunto a questa conclusione dopo aver analizzato alcuni campioni di meteoriti provenienti dall’emisfero sud di Marte.

Il bombardamento su Marte finito in anticipo

Alcune delle teorie finora più accreditate riguardanti la storia dell’universo sostenevano che sia Marte che la Terra fossero state colpite da un intenso bombardamento tardivo finito circa 3,8 miliardi di anni fa. In questo caso, le altissime temperature e pressioni generate da questo fenomeno avrebbero impedito lo sviluppo di condizioni favorevoli alla vita. Il gruppo di ricerca coordinato da Moser ha però messo in dubbio questa ipotesi analizzando i cristalli presenti su campioni di meteoriti, provenienti dagli altipiani dell’emisfero sud di Marte. Secondo le informazioni ottenute dallo zircone e la baddeleyite presenti in questi resti, i meteoriti non mostrano segni di ulteriori impatti tardivi, suggerendo quindi che la pioggia ipotizzata potrebbe essere terminata prima del previsto.

Dai meteoriti giganti al rilascio di acqua su Marte

Secondo il responsabile di Virtual Telescope Gianluca Masi, l’ipotesi proposta dallo studio suggerisce che “le condizioni favorevoli alla vita su Marte potrebbero essersi stabilite prima di quanto supposto finora”. Il coordinatore della ricerca Moser conferma questa versione, spiegando inoltre che gli “impatti di meteoriti giganti potrebbero avere accelerato il rilascio di acque dall’interno del pianeta, preparando il terreno per reazioni di formazione della vita”. Come affermato dai ricercatori su Nature Geoscience, “parti della superficie di Marte hanno raggiunto temperature e pressioni abitabili 4,2 miliardi di anni fa”. Per Moser, inoltre, la recente scoperta rappresenta il punto di partenza per individuare specifici punti del Pianeta Rosso da cui ottenere nuovi campioni da analizzare. 

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