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Nasa, nel 2022 la missione Psyche per studiare gli asteroidi metallici

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2' di lettura

L’agenzia spaziale vuole verificare l’ipotesi secondo cui questi corpi celesti siano stati simili a vulcani in costante attività eruttiva, nati in seguito a collisioni che hanno boccato il loro consolidamento in pianeti, come sostiene anche una recente ricerca 

Studiare gli asteroidi metallici e la loro origine per comprendere meglio il processo di formazione dei pianeti, Terra compresa. È questo l’obiettivo della missione Psyche della Nasa, in programma per il 2022, con la quale l’agenzia spaziale americana vuole verificare l’ipotesi secondo cui questi corpi celesti in passato siano stati simili a vulcani, aggregati di metallo fuso che hanno continuato a eruttare lava finché non si sono raffreddati, formatisi in seguito a violente collisioni che avrebbero bloccato il loro consolidamento in pianeti. Una teoria corroborata anche da una simulazione descritta da Francis Nimmo e Jacob Abrahams, dell'Università della California di Santa Cruz, sulla rivista Geophysical Research Letters.

L’ipotesi della loro formazioni

La ricerca dei due scienziati californiani ricostruisce l'evoluzione degli asteroidi metallici e, in particolare, il modo in cui si sono raffreddati e solidificati. Nati agli albori del Sistema solare, secondo gli studiosi questi corpi celesti si sono formati in seguito all’aggregazione dei materiali che costituiscono i pianeti, ma una serie di collisioni catastrofiche avrebbe, in alcuni casi, frantumato il loro rivestimento roccioso, lasciano scoperto il nucleo fuso ricco di ferro. Esposto alle temperature rigidissime dello spazio, il metallo liquido avrebbe iniziato presto a raffreddarsi. Durante questo processo, però, gli asteroidi avrebbero continuato a eruttare il ferro fuso fino a quando non si raffreddarono completamente. Questo fenomeno potrebbe aver lasciato variazioni nel colore o nella composizione del materiale sulla superficie, insieme a strutture che potrebbero essere simili a bocche vulcaniche.

Indizi nei meteoriti caduti a Terra

Sono proprio le tracce di questo passato turbolento che la missione della Nasa andrà a cercare quando nel 2026 raggiungerà l'asteroide 16 Psyche, in orbita nella fascia compresa tra Marte e Giove. Tuttavia, altri preziosi indizi potrebbero essere nascosti anche nei meteoriti caduti sulla Terra, come spiega Francis Nimmo: ”Ci sono molti meteoriti metallici e ora che sappiamo cosa cercare, potremmo cercare le prove del vulcanismo. Se il materiale è esploso sulla superficie - ha concluso - si è raffreddato molto velocemente e questo si rifletterebbe nella composizione del meteorite e potrebbe esserci dei buchi lasciati dalla fuga dei gas".

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