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Una mappa globale della povertà grazie alle immagini dei satelliti

Satellite Tess (Ansa)
1' di lettura

Un metodo messo a punto da studiosi danesi permette di descrivere, grazie a immagini satellitari, i cambiamenti economici di singole famiglie e di analizzare lo sviluppo di intere aree 

Tracciare una mappa globale della povertà grazie alle immagini catturate dai satelliti. È questo l’obiettivo a cui è giunto un gruppo di ricercatori dell'Università danese di Aarhus, guidato da Jens-Christian Svenning, che tramite le istantanee provenienti dallo spazio hanno potuto individuare in modo immediato e preciso le condizioni economiche in cui vivono gli abitanti e le singole famiglie, soprattutto nei paesi più poveri.

Metodo testato su area agricola del Kenya

Il metodo, descritto sulla rivista ufficiale dell'Accademia americana delle Scienze (Pnas), è stato testato su un'area agricola del Kenya, dove le immagini dei satelliti hanno permesso ai ricercatori di misurare la dimensione degli edifici e delle aree di terreno incolto, la durata della stagione dei raccolti per diverse famiglie di coltivatori, l'utilizzo del territorio vicino alle case e il modo in cui questo cambia nel tempo. Come spiega Svenning, “grazie all'alta risoluzione delle immagini satellitari possiamo valutare in modo dettagliato lo stato di povertà delle abitazioni nelle aree rurali nei Paesi in via di sviluppo”.
Uno dei principali vantaggi del metodo messo a punto dagli studiosi danesi è quello di non essere troppo costoso, oltre a permette di descrivere fino al 62% dei cambiamenti economici delle condizioni di singole famiglie e di analizzare lo sviluppo finanziario su scale geografiche molto più vaste e con una frequenza temporale molto più lunga rispetto a quella a cui si può giungere con altri procedimenti.

Dati spaziali in prospettiva socio-economica

"La nostra analisi - conclude il coordinatore della ricerca - considera l'accesso e l'uso delle risorse del territorio a diversi livelli. Alcune famiglie usano infatti il terreno vicino alla propria casa, mentre altre anche le aree comuni del villaggio. Quando usiamo i dati spaziali con una prospettiva socio-ecologia, riusciamo a cogliere lo stato finanziario e quindi anche lo sviluppo di un'area, molto meglio di quanto fatto finora”.

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