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Un asteroide potenzialmente pericoloso ha salutato la Terra

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2' di lettura

Osservato dal radiotelescopio di Arecibo, l’asteroide possiede anche una piccola luna. Il diametro del corpo maggiore misura 400 metri ed è sfrecciato a 4,5 milioni di chilometri dal sistema Terra-Luna 

Un asteroide potenzialmente pericoloso ha sfiorato la Terra accompagnato dalla sua piccola luna. Si chiama 2016 AZ8 ed è il primo, dall’inizio dell’anno, che appartiene alla categoria degli oggetti celesti dal diametro superiore a 150 metri e che sfrecciano entro la distanza di 7,5 milioni di chilometri dalla Terra. Il suo passaggio è stato osservato lo scorso 4 gennaio dal radiotelescopio Nasa di Arecibo, a Porto Rico, che tramite Twitter ha descritto l’avvistamento: “Abbiamo osservato il primo asteroide ravvicinato del 2019 e scoperto la sua luna! Il corpo più grande ha il diametro di almeno 400 metri ed è circa il doppio di quello della sua luna, che orbita a circa 400 metri di distanza”.

Sorvolato il sistema Terra-Luna a 4,5 milioni di chilometri

Scoperto nel 2016 dal telescopio spaziale Wise della Nasa, l'asteroide 2016 AZ8 ha sorvolato il sistema Terra-Luna il 7 gennaio scorso dalla distanza di 4,5 milioni di chilometri. Il radiotelescopio di Arecibo ha individuato l’oggetto durante la fase di avvicinamento e i primi dati indicano come il corpo maggiore sia di forma sferica, a differenza della sua luna, più allungata e simile a un sigaro.
“È stato il primo asteroide potenzialmente pericoloso transitato nei paraggi dall'inizio del 2019”, rileva l'astrofisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope, ma, dall’inizio dell'anno, "vicino alla Terra ne sono passati altri, anche se più piccoli”.

Missioni spaziali per deviare asteroidi binari

Secondo gli esperti, solo il 15% degli asteroidi finora conosciuti possiede una luna (asteroidi binari) e osservazioni ravvicinate come quella di 2016 AZ8 sono cruciali per conoscere le loro proprietà e mettere a punto gli strumenti necessari per mitigare il rischio in caso di passaggi pericolosi. "Sono state ideate, ma non ancora realizzate, missioni spaziali, come Dart della Nasa, per provare la capacità di deviare gli asteroidi binari”, illustra ancora Masi. Questo perché "è più facile verificare anche la più piccola modifica orbitale su una coppia di asteroidi che non su uno singolo. Di conseguenza se si intende provare una tecnica di deviazione si punta a farlo su un soggetto che è in grado di mostrare con maggiore sensibilità gli effetti di questo risultato”, conclude l’astrofisico.

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