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La sonda New Horizons sorvola Ultima Thule, il corpo cosmico più lontano mai raggiunto

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3' di lettura

Dopo un viaggio lungo 13 anni la sonda della Nasa ha raggiunto il punto più distante dalla Terra mai visitato dall’uomo, 1,6 miliardi di km oltre il pianeta Plutone. Nel pomeriggio ci sarà un contatto per capire se il veicolo spaziale è sopravvissuto all’avvicinamento

La Nasa ha inaugurato il 2019 con uno storico sorvolo del corpo cosmico più lontano, e probabilmente il più antico, mai esplorato dall'umanità. La sonda New Horizons è infatti arrivata a sfiorare Ultima Thule, un piccolo mondo ghiacciato distante dalla Terra più di 6,4 miliardi di chilometri, ai margini del sistema solare. Nota come KBO MU69 2014 l'oggetto spaziale ha più o meno la grandezza di Washington e orbita nel buio e nel freddo della Fascia di Kuiper, circa un 1,6 miliardi di chilometri oltre il più piccolo pianeta, Plutone.

Cosa è Ultima Thule

Ultima Thule è una roccia cosmica situata a circa 43 volte la distanza tra il nostro pianeta e il Sole (43 unità astronomiche). La sigla KBO, presente nel suo nome, sta per "Kuiper Belt Object”. Ultima Thule, con un diametro di circa trenta chilometri, come molti oggetti in quella zona, è probabilmente composto da ghiaccio, polveri e alcuni frammenti di roccia, saldamente inglobati tra loro.

Un viaggio lungo 13 anni

La sonda Nasa ha impiegato 13 anni per arrivarci e alle 6.33 (ora italiana) ha raggiunto il punto più lontano a cui è mai arrivato un oggetto creato dall’uomo, un record che probabilmente passeranno decenni prima che venga superato. "È una capsula del tempo che ci porterà a 4.500 milioni di anni fa, alla nascita del sistema solare", ha spiegato Alan Stern, ricercatore al Southwest Research Institute.

Telecamere puntate su Ultima Thule

Una telecamera a bordo della navicella spaziale è già puntata su Ultima Thule e darà agli scienziati un'idea sulla sua forma, e chiarirà anche se è una formazione unica o si tratta di più oggetti. Ogni contatto tra la sonda e la Terra impiega sei ore e otto minuti (12 ore e 15 minuti se si contano l'andata e il ritorno). Alle 16:29 ora italiana New Horizons “chiamerà a casa”, cioè si capirà se è sopravvissuta all’avvicinamento dell'oggetto, ad una distanza di soli 3.500 chilometri. Si tratta di un margine tre volte più piccolo della distanza a cui avvicinò Plutone. New Horizons infatti nel 2015 per prima sorvolò Plutone e le sue lune,

I compiti di New Horizons

La sonda deve mappare mappare il corpo celeste, per determinare quante lune ha, se ha degli anelli o un'atmosfera. "Farà anche altri studi - spiega Alan Stern, capo progetto - come misurare la sua temperatura e forse la sua massa. Nell'arco di 72 ore, da un puntino di luce diventerà un mondo completamente esplorato. E' emozionante". Dopo questo storico sorvolo, New Horizons resterà attiva fino alla fine del 2020, in modo da trasmettere a Terra tutti i dati raccolti e completare le osservazioni scientifiche della fascia di Kuiper.  Analizzando gli scatti catturati dalla sonda, gli esperti riusciranno forse a svelare alcuni dei misteri che attanagliano Ultima Thule, che si sarebbe originato all’incirca 4,5 miliardi di anni fa. KBO 2014 MU69 è ”probabilmente l'oggetto più primitivo mai incontrato da una nave spaziale, la migliore reliquia possibile del Sistema Solare”, spiega Hal Weaver, lo scienziato del progetto JHU-APL.

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