Osservatorio astronomico Roma, buoni propositi dopo 80 anni di operato

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Per festeggiare verranno assunti dieci nuovi ricercatori. Nuova opportunità svelata in occasione della cerimonia presso la sede di Monte Porzio Catone 

Sono passati 80 anni dal 1938, anno in cui l’Osservatorio astronomico di Roma dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) diede il via al suo operato.
Per festeggiare verranno assunti dieci nuovi ricercatori. Questa nuova opportunità per tutti gli esperti di astronomia è stata svelata in occasione della cerimonia tenutasi il 4 dicembre 2018, presso la sede di Monte Porzio Catone.
“Il loro primo giorno di lavoro da neoassunti, dopo anni di precariato, coincide con i nostri 80 anni, un segnale di buon augurio che spero non resti isolato”, spiega Angelo Antonelli, direttore dell’istituto dal mese di febbraio 2018.

Buoni propositi per il futuro

L’Osservatorio astronomico di Roma è proiettato verso il futuro. Dopo otto decenni di osservazioni, punta ora a missioni sempre più ambiziose. L’Istituto Nazionale di Astrofisica è attualmente impegnato a coadiuvare la realizzazione di alcuni tra i più grandi telescopi del futuro.
Parteciperà allo sviluppo di Cherenkov Telescope Array Observatory (Ctao), lo strumento per l’osservazione che studierà il cosmo e i raggi gamma di altissima energia, e all’Extremely Large Telescope (Elt), dell’Osservatorio Europeo Meridionale (Eso). “Elt sarà il più grande occhio del mondo rivolto al cielo”, spiega Antonelli.
L’operato dell’Osservatorio astronomico romano sarà utile anche per realizzare Esa Athena (Advanced Telescope for High ENergy Astrophysics), il telescopio che ha in programma per il 2028 una missione atta allo studio dell’Universo ai raggi X.
Gli esperti dell’Inaf parteciperanno anche all’esplorazione Nasa Ixpe (Imaging X-ray Polarimetry Explorer), in programma per l’anno 2021.

Svelare i misteri irrisolti dell’Universo

L’Osservatorio romano, nonostante sia specializzato soprattutto nello studio della stella madre del Sistema solare, da anni ha espanso il suo operato in vari ambiti dell’astronomia, quali la planetologia e i misteri che attanagliano l’Universo.
Tra i prossimi obiettivi c’è proprio l’esplorazione del cosmo: “Grazie alla missione dell’Esa Euclid, il cui lancio è previsto nel 2021, potremo letteralmente gettare luce su uno dei misteri ancora irrisolti dell’Universo: la natura della materia oscura, che costituisce circa un quarto del cosmo”, afferma il Direttore dell’Inaf.

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