Dal punto di vista meteorologico uragano o ciclone indicano sostanzialmente lo stesso fenomeno. In entrambi infatti a vorticare non è soltanto l’aria, ma un enorme ed esteso ammasso nuvoloso. Sono tempeste cicloniche quelle che si sviluppano nell'Oceano Indiano e nell'emisfero meridionale, sono “uragani” quelle che nascono al largo delle coste del Centro-Nord America e sono “tifoni” quelli che prendono vita al largo delle coste asiatiche dell'Oceano Pacifico
Dal punto di vista meteorologico uragano o ciclone indicano sostanzialmente lo stesso fenomeno. In entrambi infatti a vorticare non è soltanto l’aria, ma un enorme ed esteso ammasso nuvoloso. Spesso uragani, cicloni e tifoni sono usati come sinonimi, ma ognuno di essi ha delle specificità. Con ciclone si intende una qualunque regione chiusa caratterizzata da bassa pressione. A seconda del luogo acquisisce il nome specifico: sono tempeste cicloniche quelle che si sviluppano nell'Oceano Indiano e nell'emisfero meridionale, sono “uragani” quelle che nascono al largo delle coste del Centro-Nord America e sono “tifoni” quelli che prendono vita al largo delle coste asiatiche dell'Oceano Pacifico. Parliamo di cicloni simil-tropicali quando intendiamo quelli che si verificano nel Mediterraneo.
Sia negli uragani che nei cicloni quindi si assiste a un’intensa rotazione ciclonica, in cui a ruotare in senso anti-orario nell’emisfero nord e orario nell’emisfero sud non è solo l’aria, ma anche l’esteso ammasso nuvoloso che costituisce l’uragano stesso. La forma è quella tipica di una spirale o di una ciambella con il buco al centro, chiamato anche “occhio del ciclone”. La differenza è quella tra gli uragani e i cicloni da una parte e i “tornado” e le “trombe d'aria” dall'altra, perchè in queste ultime a vorticare è soltanto l'aria.
Le caratteristiche di uragani e cicloni
La loro origine deriva da una perturbazione tropicale preesistente, che evolve prima in tempesta tropicale, poi in ciclone tropicale e, infine, in uragano. Il fenomeno si scatena esclusivamente sopra gli oceani e a latitudini prossime all’Equatore, più precisamente tra i 15° N e i 15° S. Quando poi toccano la terraferma, iniziano subito a perdere energia e potenza, indebolendosi progressivamente man a mano che avanzano all’interno del territorio stesso. Uragani e cicloni sono da considerarsi “mostri atmosferici” visto che il loro diametro può variare da alcune centinaia di km fino ai 1500 km. Possono durare da qualche giorno fino a 2 o 3 settimane e durante questo lasso di tempo sono in grado di percorrere migliaia di km. Per quanto riguarda la velocità massima che il vento può raggiungere, si possono superare i 250 km/h, e in questo caso si identifica con la categoria 5, il massimo della scala Saffir-Simpson di riferimento.